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Genova, i mutui si “rimpiccioliscono”: prima casa a 38 anni, ma solo per chi ha dei risparmi

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Genova. Anche in Liguria si fanno i conti con il “credit crunch”, la stretta sul credito delle banche, e le difficoltà economiche che ridimensionano i progetti per l’acquisto della prima casa.

Mutui.it ha analizzato circa 11 mila domande di mutuo prima casa arrivate in Liguria negli ultimi tre mesi, scoprendo che le somme medie richieste si sono ridotte del 10%. La cifra, un po’ sopra la media nazionale, si ferma a 152.000 euro, contro i 168.000 che venivano chiesti a dicembre 2010, prima dell’arrivo della crisi economica. 150.500 euro la media della somma richiesta a Genova, con un calo percentuale del 12% rispetto alla rilevazione di dicembre 2010.

I mutui, nella nostra regione si rimpiccioliscono, mentre l’età media di chi vuole sottoscriverli si alza ancora: il primo mutuo viene chiesto a 38 anni, un anno in più rispetto all’ultima rilevazione e più vicini ai quaranta che ai trenta: il desiderio di comprare casa si esaudisce sempre più tardi. La Liguria, in questo caso, è tra le regioni con l’età media più alta in assoluto: allo stesso livello troviamo solo Lazio e Sardegna.

“I risultati della nostra indagine condotta in Liguria – dichiara Lorenzo Bacca, responsabile Business Unit di Mutui.it – mostrano come, anche in questa regione, valga l’assunto che, in tempi di crisi, l’accesso al mutuo è materia per chi ha dei risparmi. Richiedere che venga finanziato il 100% del valore dell’immobile vuol dire esser certi di ottenere un rifiuto da parte delle banche, per questo diventa possibile dedicarsi al primo progetto “da adulti” solo avendo già costruito la propria solidità economica”.

Diminuisce di ben 13 punti (anche sopra la media nazionale) la percentuale del valore dell’immobile che si vuole finanziare con il mutuo, il cosiddetto loan to value: a fine 2010 le richieste puntavano al 75%, oggi la richiesta dei liguri si ferma al 62%. Diminuisce un poco, invece, la durata del finanziamento, che ora è di circa 23 anni.

Nel dettaglio delle richieste, il tasso fisso e quello variabile sono scelti quasi dalla stessa percentuale di liguri: il 41% predilige il tasso fisso mentre il 43% opta per il variabile, percentuali pressoché invariate rispetto alla precedente rilevazione.

Nel dettaglio delle singole province, gli importi più elevati sono richiesti a Savona (163.500 euro) e ad Imperia (154.500 euro), quelli più bassi a La Spezia (146.500 euro). Diminuisce in tutte le province della Liguria l’importo richiesto, il calo maggiore si registra ad Imperia: meno 13%, seguita da Genova con il 12%.