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Genova, i giovani e il sesso: la prima volta a 15 anni e mezzo, contraccezione sotto la media europea

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Genova. Cresce il numero dei giovani che si rivolgono ai Centri Giovani dell’Asl 3 Genovese (Fiumara e Rivoli), segno di un approccio al sesso e alla sessualità che ormai nel capoluogo ligure è in linea con la media nazionale: l’età sia dei maschi sia delle femmine si attesta sui 15 anni e mezzo.

Lo rivela una ricerca condotta da Donatella Panatto, docente dell’Università degli Studi di Genova, che ha condotto uno studio dal 2008 al 2011 in cinque città italiane. I risultati della ricerca sono stati presentati oggi a Villa dello Zerbino nel capoluogo ligure. Lo studio ha coinvolto studenti tra i 14 e i 24 anni.

Nel 2011 un 52,6% in più di giovani si è presentato nei centri per chiedere principalmente informazioni di natura ginecologica. “Le domande più frequenti – ha spiegato Angela Lidia Grondona, responsabile dei consultori dell’Asl 3 – sono relative ai metodi contraccettivi. In particolare – ha precisato – il nostro compito è di fornire ogni genere di informazioni: per esempio sulle nuove pillole con estrogeni naturali che hanno meno effetti collaterali e sono quindi preferite dalle adolescenti”.

Il dato che emerge è però allarmante: “Nel complesso – ha spiegato Angela Lidia Grondona – i giovani fanno comunque meno contraccezione di quella che dovrebbero fare”. Un discreto successo tra gli under 18 ha avuto la ‘pillola del giorno dopo’, che “ha attecchito in tutti gli strati sociali, probabilmente grazie al passa parola tra i giovani”. Ai due Centri Giovani dell’Asl (alla Fiumara e in via Rivoli) nel 2011 si sono rivolti 2.136 utenti per un totale di 11.500 prestazioni erogate (+39,7%).

Un altra voce importante riguarda le interruzioni volontarie di gravidanza da parte delle minorenni: in Liguria sono state circa 120 (43 solo a Genova) gli aborti avvenuti nel 2011 e seguite dalla sanità pubblica.

In gran parte il fenomeno riguarda giovani straniere (60,5%). L’età media è di 15 anni e 11 mesi. “Il dato è sostanzialmente stabile”, ha commentato Angela Lidia Grondona. Complessivamente le interruzioni di gravidanza volontarie sono circa 3.500 all’anno in Liguria. Le mamme minorenni, invece, che hanno partorito nel 2011 in Liguria sono state 42 (23 sono state seguite nella gravidanza dai consultori familiari genovesi).

In generale il contributo delle minorenni all’IVG in Italia rimane basso (3,2% di tutte le IVG nel 2009) con una leggera diminuzione anche nel tasso.
Confrontato con i dati disponibili a livello internazionale, si conferma il minore ricorso all’aborto tra le giovani in Italia rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dell’Europa Occidentale.
L’assenso per l’intervento è stato rilasciato nel 72.9% dei casi dai genitori e nel 25.9% dei casi vi è stato il ricorso al giudice tutelare.