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Genova: Ferderfarma sospende lo sciopero delle farmacie, ma domani dipendenti in piazza

Genova. Federfarma ha deciso di sospendere la giornata di sciopero che era prevista per oggi e che era stata indetta per protestare contro alcuni punti della legge sulle liberalizzazioni. Se questa è stata la decisione di Federfarma, i dipendenti delle farmacie hanno invece deciso uno sciopero perché il loro contratto di lavoro è scaduto ormai da 15 mesi e nell’immediato non si intravede un positivo esito della trattativa. A Genova, domani alle 9 davanti alla sede di “Farmacie Genovesi Spa”, daranno anche vita a un presidio.

Nella giornata di domani, quindi, chi si recherà in farmacia potrà imbatterti in disservizi e chiusure, di cui i lavoratori si scusano già da ora. “I nostri datori di lavoro vorrebbero peggiorare le condizioni retributive e normative intervenendo in maniera decisa sui temi centrali dell’organizzazione del lavoro con un impatto negativo sulle condizioni di lavoro dei dipendenti – spiegano – Se passasse una tale impostazione, i clienti dovrebbero fare i conti con un peggioramento generalizzato del servizio. La farmacia non è un supermercato. In farmacia molto spesso si acquista di più di un farmaco: si ricevono suggerimenti, consigli, assistenza”.

La farmacia è un presidio sanitario territoriale e non un punto vendita. “E’ innegabile che i recenti interventi governativi in materia di liberalizzazioni assieme alla ulteriore stretta che le Finanziarie che si sono succedute negli ultimi anni hanno effettuato sui bilanci dei comuni concorrono a rendere non agevole il rinnovo del Contratto di Lavoro. Ma siamo anche fermamente convinti che rinnovare il Contratto di Lavoro dei quasi 3000 dipendenti delle Farmacie Pubbliche, sia l’unico strumento per impedire che il servizio pubblico inerente alla dispensazione del farmaco scompaia”.

La protesta ha anche l’obiettivo di sensibilizzare tutti sul reale rischio della perdita della specificità della dispensazione del farmaco e dalle professionalità della categoria che si tradurrebbero in un grave danno per i cittadini.

“Le farmacie pubbliche rappresentano da sempre garanzia di professionalità e competenza: non possono e non devono diventare un self service del medicinale con orari di apertura dilatati, senza nessuna assistenza professionalizzata  al servizio del cittadino che vi si reca – concludono – La nostra  mobilitazione non  è pertanto  solamente rivolta a mantenere un contratto di lavoro dignitoso ma anche a preservare un servizio pubblico indispensabile. La nostra mobilitazione è in difesa del nostro posto di lavoro e di tutto quello che la Farmacia Pubblica ha rappresentato e vorremmo continuasse a rappresentare per voi. Per questo noi chiediamo con convinzione oltre che la vostra comprensione anche la vostra solidarietà”.