Genoa, Zè Eduardo il brasiliano triste aspetta una possibilità e confessa: "Adoro Pirlo" - Genova 24

Genoa, Zè Eduardo il brasiliano triste aspetta una possibilità e confessa: “Adoro Pirlo”

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Genova. Da fenomeno a infortunato, da possibile nostalgico e possibile partente, a salvatore della patria? Questa potrebbe essere la parabola di Zè Eduardo, dopo gli ultimi deludenti risultati con le continue sconfitte in trasferta e le battute d’arresto in casa, il Genoa si trova quasi inaspettatamente a giocarsi una partita importante in chiave salvezza.
Non è pessimismo questo, è cautela. Lo farà a Lecce, contro una squadra che con Serse Cosmi sta correndo, e lo farà senza Alberto Gilardino che è vero che è un neo-acquisto, ma è altrettanto vero che il miglior Genoa questa stagione lo si è visto con lui in campo.

Domenica scorsa, Marino scelse Jankovic come compagno di Palacio, questa settimana potrebbe lanciare tra i titolari appunto il brasiliano schivo, il brasiliano atipico, che in questa stagione si presentò con un numero d’alta scuola saltando un avversario in tre centimetri di erba e poi si perse.

Domenica Pasquale Marino, dunque, potrebbe dargli chiavi in mano: “Sto bene, mi sto allenando bene e sto aspettando un’opportunità, se viene domenica o dopo, io sono preparato per questo”.

Questo il Zè Eduardo davanti ai microfoni che ripercorre la sua esperienza rossoblù: “Io sono arrivato qua già stanco, ho fatto il ritiro poi ho avuto l’infortunio. Ma ora sono felice qui a Genova, la squadra e l’allenatore mi aspettano, anche il presidente ha speso belle parole per me. Io avevo detto che ero triste qui a Genova perché infortunato, ero triste per la mia famiglia, ho avuto problemi alla tibia, poi appendicite, ma no dicevo di essere triste perché ero al Genoa, ero semplicemente giù di morale … la saudace della mia famiglia, mi mancano i miei genitori, ma io sto bene qui al Genoa”.
Poi riparla di campo. Questioni fisiche, dunque, non tecniche: “Mi manca il ritmo partita, è da troppo tempo che non gioco interamente, ma sento la fiducia”.

Questione tattica: “Io ho giocato come prima punta, ma è difficile che si giochi così in Brasile, dove si gioca solitamente con due esterni, quello che mi succedeva con Neymar dove al Santos ho segnato 10 gol il 28 partite, stavo bene”.
Poi due parole sulla partita di ieri, dell’Italia, e la scelta del suo giocatore preferito che rivela ancora di più sul carattere di questo ragazzo timido e che aspetta solo un’opportunità per mostrare tutta la sua classe “Adoro Pirlo, mi piace davvero molto come gioca”.