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Genoa stagione storta, imperativo fare 6 punti e non ricominciare da capo

Genova. Oggi si ricomincia. Alle 15 con i cancelli aperti ai tifosi i rossoblù dopo un giorno e mezzo di riposo riprendono con destinazione Milano sponda Inter. Il Genoa non si può dire squadra in crisi, bensì una compagine che sta rendendo sotto le aspettative e le ambizioni che le erano state attribuite a inizio stagione e dopo l’acquisto a gennaio di un attaccante come Alberto Gilardino.

Qualche settimana fa, proprio prima del match contro il Lecce Kaka Kaladze lo aveva detto senza infingimenti: l’obiettivo ora è la salvezza. Se un giocatore così rappresentativo e influente nello spogliatoio rossoblù arriva a dire parole del genere, significa che la squadra ha per necessità e per condizioni tarato verso il basso gli obiettivi. Da lì due partite, contro due dirette contendenti, una in forma e lanciata (il Lecce) l’altra in crisi nera, ma molto più nobile e con una rosa non inferiore a molte delle squadre che la sopravanzano: la Fiorentina.

Due pareggi, il primo in cui il Grifone avrebbe meritato di più, il secondo invece soffertissimo ma con una Fiorentina che ha giocato una delle sue migliori partite della stagione. In mezzo una brillantissima trasferta a Roma in cui la squadra ha ribattuto colpo su colpo ai giallorossi dopo aver subito il gol al 3’ minuto.

Dunque il Genoa non è una squadra in crisi, tutt’al più è un squadra depressa, giù di tono, sfiduciata e che sente di aver perso la fiducia di un pubblico generalmente caldo.

La lista delle spiegazioni è ricca ed è stata proposta già in tutte le salse. Innanzitutto è stata sconquassata dagli infortuni (ad oggi la lista comprende giocatori del calibro Antonelli, Constant, Kucka e Granqvist), spesso in zone nevralgiche, non di rado con giocatori che avevano fatto trovare un equilibrio alla squadra. Si pensi al Gilardino prima e dopo l’infortunio: prima brillante, raccoglieva palloni difficili da restituire puliti ai compagni, più vicino al gol e alla porta, ora disorientato, ancora utile a Palacio, ma incapace di tenere costantemente in ambasce la difesa.

Un mercato che ricevette molti elogi ma che alla fine è risultato poco incisivo nella prima metà del campionato (Constant, Pratto, Jorquera), dopo invece per la difficoltà di trovare la amalgama. Biondini, gli stessi Belluschi e Gilardino, stanno giocando bene, ma la squadra non sembra trovare continuità e assetto.

E ancora la preparazione atletica, un Alberto Malesani che sì a questo punto ha una media punti più alta di Marino, ma che non “frustò” a Neustiff i suoi che spesso appaiono corti di fiati.

A seconda della corsa che riuscirà a fare il Lecce, la soglia salvezza si aggira attorno a 40/43 punti: punti, il Genoa ne ha 34. Insomma mancano un paio di vittorie casalinghe che potremmo arrivare contro Cesena e Siena. E’ certo che però il Genoa ora deve giocarsi dignitosamente le due gare a Milano e quella a Novara.

Poi si chiuderanno i battenti per quella che Preziosi ancora ieri ha definito una stagione storta, con la speranza apparentemente condivisa dalla maggior parte dei tifosi rossoblù, di non ricominciare da zero ma da le fondamenta gettate quest’anno e che hanno i nomi d Frey, Biondini, Gilardino, Palacio, Sculli, Belluschi e elenco potrebbe continuare.