Genoa, con Luis Enrique si poteva parlare di progetto: ecco il suo ipotetico 11 rossoblù - Genova 24

Genoa, con Luis Enrique si poteva parlare di progetto: ecco il suo ipotetico 11 rossoblù

genoa allenamento

Genova. “Luis Enrique venne proposto dall’agente Canovi al presidente Preziosi ma non trovammo la giusta intesa e non se ne fece nulla. Lo reputo un ottimo tecnico”. Il direttore sportivo rossoblù Stefano Capozucca non lo nega, la guida tecnica del Genoa poteva finire nelle mani dello spagnolo. Questione di scelte, di valutazioni; all’epoca il Grifone preferì optare sulla soluzione Malesani.

Scelta poco azzeccata. Prima di Natale ecco l’esonero e l’arrivo di Marino. Qualche buona prestazione qua e là ma la permanenza in rossoblù del tecnico siciliano sembra tutt’altro che scontata. Si parla con insistenza di Sannino (Siena), lo porterebbe in dote il presunto futuro ds genoano Sean Sogliano.

Sarà quel che sarà. Certo, dopo la confessione di Capozucca, è lecito domandarsi quel che sarebbe potuto essere con Luis Enrique in panchina.

Da quando è alla guida della Roma non ha mai rinunciato a un aggressivo e spesso scriteriato 4-3-1-2. Non guarda le carte d’identità, per lui i giocatori sono tutti uguali: Totti e Viviani? Lui li tratta allo stesso modo.

Al Genoa avrebbe fatto lo stesso. E chissà su quale formazione tipo avrebbe puntato. Probabilmente, considerando solo gli infortunati storici, su questa.

Frey la certezza tra i pali. In difesa le prime novità rispetto a quanto visto nel corso della stagione: nessun centrale avrebbe avuto il posto fisso; Kaladze, Carvalho e Granqvist si sarebbero alternati a ripetizione così come nella Roma fanno i vari Heinze, Kjaer e Juan. La spinta di Rossi sulla fascia destra, quella di Mesto sulla sinistra: tanto per capirci, il Taddei del Genoa; un esterno d’attacco riproposto in difesa e sulla corsia opposta a quella su cui ha sempre marciato. Pare strano ma Luis è così.

Miguel Veloso a fare il De Rossi: finto centrocampista, avrebbe giocato (a differenza di Marino che lo considera una seconda scelta) sulla linea dei difensori e dai suoi piedi sarebbe ripartita ogni azione rossoblù. Sulla mediana ecco poi Kucka (un giocatore di rottura serve a tutti) e Constant (fiato e sacrificio).

Jorquera avrebbe avuto un posto sicuro dietro alle punte, a un baby il tecnico spagnolo non può proprio rinunciare. A Palacio il ruolo di leader (non è un caso che lo spagnolo lo abbia chiesto al ds giallorosso Sabatini per giugno); difficile decifrare quello che sarebbe potuto essere il destino di Gilardino. A Roma il tecnico ha fatto fuori Borriello, a Genoa avrebbe forse regalato quintali di panchina all’ex viola. Luis Enrique preferisce centravanti meno statici e sempre pronti ad aiutare in fase difensiva. E quindi si, Sculli nelle gerarchie sarebbe venuto prima del bomber campione del mondo in Germania.

Cosa direbbe la classifica in questo momento è impossibile ipotizzarlo. Di certo, si potrebbe parlare di progetto. Per assimilare gli schemi del tecnico asturiano servono tempo e pazienza. La contropartita? Un gioco divertente e propositivo, i tifosi del Genoa avrebbero sicuramente apprezzato.

“Con la Juve abbiamo sofferto un po’ troppo ma siamo riusciti a portare via un buon punto che fa morale e muove la classifica- ha proseguito Capozucca a forzaroma.info- è necessario far punti per raggiungere la zona tranquillità quanto prima; iniziamo a farli già dalla trasferta in casa della Roma. Ci troviamo in una posizione di classifica che a inizio stagione non ritenevamo potesse riguardarci. Come però si usa dire, il campo è il miglior giudice di ogni squadra”.

Poi una battuta su Borriello: “Marco è stato un nostro pilastro ma ora abbiamo un grandissimo centravanti, Gilardino; costruiremo il futuro del Grifone su di lui”.