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Finmeccanica, confermate priorità e dismissioni, Caminito: “Nessun ottimismo, siamo particolarmente preoccupati” foto

Genova. All’indomani dell’approvazione del bilancio di Finmeccanica, una forte preoccupazione serpeggia negli ambienti sindacali genovesi. “Non concordiamo affatto con chi elargisce ottimismo”, commenta Antonio Caminito, segretario Fiom Genova.

La perdita netta del gruppo relativa al 2011 è di 2,3 miliardi di euro “con l’aggravante di un meno 22% negli ordini che significa di fatto perdita di lavoro. Ma la cosa che più ci preoccupa è la decisione operativa e strategica presa dall’azienda a seguito del Cda di ieri pomeriggio”. Il 2012, secondo l’amministratore delegato Orsi, sarà “l’anno della svolta, ma ancora di transizione, con una ristrutturazione che richiederà tempo e tenacia. Sarà una ristrutturazione pulita – ha dichiarato – senza aumenti di capitale, senza bad company”.

Confermate dunque le priorità del piano industriale e le dismissioni. “L’azienda si concentrerà su aereonautica, elettronica, difesa, andando avanti con le dismissioni del civile”. Inoltre si fa sempre più strada la trattativa giapponese per acquisire Ansaldo Breda e Sts “una sciocchezza industriale – spiega Caminito – non ha senso vendere anche Sts. Per esclusione poi, dato che non rientra nel piano aziendale, sarà anche la volta del ramo Energia”. C’è la continuità “con quanto deciso a novembre, ma con un’aggravante: oltre a razionalizzare prodotti e tecnologie, con la fusione della grande Selex, si parla di rivisitazione dei siti industriali”.

Da qui la particolare preoccupazione dei sindacati. Un’altra voce del documento rilasciato ieri ha fatto scattare l’allarme: l’operazione di risparmio per il 2012-2013 ammonta a 440 milioni, ricavabili da “operazioni di efficientamento”.

“Sappiamo bene cosa significa: riduzione d’organico – sottolinea il segretario Fiom – un tempo c’era l’accompagnamento alla pensione, ora con la riforma Fornero non si può più fare affidamento su questo strumento”. A questo punto, “partita l’operazione piccola Finmeccanica”, ovvero un’azienda ridotta che si occupa solo di certi settori (la difesa) abbandonandone altri (il civile), i sindacati genovesi sono sul piede di guerra.

“La scelta fatta con il presidente Burlando di chiamare in causa il Governo si rivela oggi quanto mai efficace. L’esecutivo deve dire al più presto se concorda con quanto disposto dall’azienda e in che modo pensa di gestire il futuro del comparto trasporto ed energia”. Lunedì l’assemblea dei delegati sindacali Fiom, Fim, e Uilm deciderà le prossime mosse, in primis una nuova riunione unitaria con Regione, sindaci, presidenti di Provincia e parlamentari.