Erzelli, sospette tangenti: perquisizioni a tappeto, indagati tre ingegneri - Genova 24
Cronaca

Erzelli, sospette tangenti: perquisizioni a tappeto, indagati tre ingegneri

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Genova. Una serie di perquisizioni domiciliari è scattata oggi pomeriggio, nelle province di Genova, Parma, Como e Milano, nei confronti di tre ingegneri che lavorano presso il “polo tecnologico” sulla collina degli Erzelli.

Dalle 15, i carabinieri del Comando Provinciale di Genova stanno controllando anche gli uffici degli indagati, dell’Aurora Costruzioni s.r.l., impresa con compiti di “costruction management”, ovvero controllo dello stato di avanzamento dei lavori, nulla osta per i pagamenti ed altro, effettuati dalle ditte per conto della società Genova High Tech S.p.A., all’interno del cantiere degli Erzelli.

I decreti di perquisizione, emessi dalla Procura della Repubblica di Genova, sono a carico di Enrico Casaretti, Direttore Tecnico della Aurora Costruzioni; Giuseppe Luperto, dipendente della stessa impresa e per la quale è responsabile della costruzione e della manutenzione degli impianti all’interno del Polo Tecnologico; Carlo Azzariti Fumaroli, consulente e responsabile delle opere di urbanizzazione previste.

Le indagini sono scaturite da una denuncia presentata nelle scorse settimane dalla “Genova High Tech S.p.A.” che ha riferito quanto emerso nel corso di una serie di incontri tra i vertici aziendali con un imprenditore operante all’interno del Polo Tecnologico, il quale lamentava di essere stato costretto, in più occasioni, a versare cospicue somme di denaro ai tre ingegneri dell’Aurora Costruzioni.

In sintesi, i tre indagati, approfittando della loro posizione all’interno della Società e adducendo cavilli di carattere formale, avrebbero minacciato di ritardare i pagamenti per i lavori effettuati, escludendo altresì ditte non compiacenti dall’esecuzione di nuovi lavori.

Le indagini, in piena collaborazione della Genova High Tech e della stessa Aurora Costruzioni, hanno evidenziato come i tre ingegneri abbiano agito in assoluta autonomia e per tornaconto personale. Agli indagati è stato contestato il reato di “estorsione”.

Sono inoltre in corso alcune perquisizioni di altri imprenditori coinvolti nella vicenda, ma non indagati, nelle province di Savona e Brescia.