Eni Genova: in cambio di nuovi posti, lavoratori disposti alla rinuncia della sede - Genova 24
Economia

Eni Genova: in cambio di nuovi posti, lavoratori disposti alla rinuncia della sede

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Genova. A fronte di nuovi posti di lavoro e di nuove attività direzionali destinate alla città, i lavoratori dell’Eni di Genova sono disposti “a mettere in gioco anche la sede storica di Piazza della Vittoria, oggi segno distintivo della presenza di attività eccellenti Eni sul territorio”.

E’ quanto si legge in una nota firmata dalle Rsu e dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil in cui si sottolinea il significato “non solo simbolico” della proposta. La presenza Eni a Genova è di circa 450 dipendenti (300 nella sede storica ed altri 150 distribuiti in vari insediamenti produttivi) “che sono il fulcro di un comparto energetico che occupa circa 1.000 posti di lavoro in tutta la provincia di Genova, generando quindi un considerevole indotto”.

Le richieste delle organizzazioni sindacali: “il rispetto degli accordi sindacali sottoscritti, che a fronte dell’avvenuto turnover, prevedono per le attività radicate a Genova nuove assunzioni di personale giovane e qualificato; nuove attività, più posti di lavoro e la valorizzazione delle competenze e delle professionalità presenti nella sede genovese, invertendo il trend negativo dell’ultimo ventennio che ha visto un progressivo svuotamento, impoverimento ed invecchiamento dell’occupazione; nel caso in cui Eni valutasse di lasciare il palazzo di Piazza della Vittoria, di decidere utilizzando esclusivamente criteri oggettivi, misurabili e complessivi di efficacia ed efficienza (l’eventuale nuova collocazione su Genova, come accade oggi, dovrà mantenere i lavoratori e le attività in un unico sito).

“Le organizzazioni sindacali – si conclude la nota – non saranno disponibili a condividere scelte in contrasto con quanto sopra esposto, anzi si attendono che le prossime decisioni aziendali siano congruenti con l’idea di una futura crescita delle attività e delle professionalità presenti, con tangibili benefici anche a livello di nuova occupazione”.