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Elezioni Genova, Marco Doria: nella lista anche Bruno Morchio e una studentessa del Colombo foto

Genova. Oggi Marco Doria ha presentato i nomi della sua lista civica: 39 in tutto, tra cui molti giovani e tante donne. Spazio alle nuove generazioni con una giovanissima Marianna Pederzolli, studentessa di 19 anni: “Credo che la mia fascia d’età sia poco rappresentata e che si avvicini per la prima volta alle votazioni completamente disorientata, perché la politica è vissuta in modo dostante. Voglio essere un anello di congiunzione tra la mia generazione e la politica. Sono stata rappresentante d’istituto e ho avuto sempre un occhio di riguardo per il sociale, facendo anche volontariato”.

Bruno Morchio

Sulle motivazioni che l’hanno spinta ad aderire al programma politico di Doria afferma: “Ho seguito Marco nelle primarie e lui ha fatto questa proposta, chiedendo se c’era qualcuno del mio gruppo che volesse partecipare attivamente, con un gesto simbolico, mettendo in lista un diciannovenne. Di Marco Doria mi ha convinto il suo essere una persona semplice e poi anche la sua umiltà, messa in luce proprio da questo gesto, di chiedere anche a noi giovani un parere”.

Tra i nomi spunta un noto scrittore ligure, che ha dato vita alla serie di gialli con protagonista Bacci Pagano. Stiamo parlando di Bruno Morchio, psicologo e scrittore, ora membro della lista civica del candidato del Pd nella corsa a Tursi: “Il mio impegno politico esiste prima delle mie condizioni di psicologo e scrittore e viene da molto lontano. Credo che la politica più che un impegno istituzionale o in piazza sia impegno nel proprio lavoro. Io ho cercato d’impegnarmi come psicologo nel servizio pubblico, nella Asl, nel quale credo fermamente. Poi sono uno scrittore molto schierato”.

Come mai ha deciso di supportare le idee di Marco Doria? “L’idea di aderire alla lista di Marco Doria nasce dal fatto che credo che ci sia in Italia un forte malcontento da parte dell’opinione pubblica che deve trovare uno sbocco politico – continua Morchio – e Marco Doria, come Pisapia o De Magistris lo rappresentano. La seconda motivazione è che credo che i Comuni non debbano accettare i diktat del governo, garantendo una minima vivibilità delle città”.