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Diaz in anteprima nazionale a Genova, Vicari: “Raccontiamo la tragedia di una civiltà”

Genova. “Da oggi inizia la vita di questo film”, così il produttore Domenico Procacci a meno di cinque ore dall’anteprima nazionale del film “Diaz, non lavate questo sangue”, di Daniele Vicari e prodotto da Fandango. Il film sui fatti del G8, e in particolare sulla violenta irruzione alla scuola Diaz da parte delle forze dell’ordine, che ha vinto il premio del pubblico nella sezione Panorama all’ultimo Festival del Cinema di Berlino, sarà proiettato stasera alle 21, al Cinema Corallo.

“Abbiamo voluto raccontare la sospensione dei diritti della persona e il vuoto politico che lo ha permesso – ha detto Daniele Vicari – Raccontiamo la tragedia di una civiltà”. “Non amo il cinema che fa dietrologia – ha precisato il resista – abbiamo fatto questo film perché c’erano documenti incontrovertibili. La politica è così lontana dai movimenti che in questo caso ha mandato avanti la polizia e la polizia, a sua volta, si è resa responsabile, perché quasi nessuno in quei momenti ha detto no”.

“Avrebbe dovuto chiedere scusa alle vittime, invece non l’ha fatto. Le istituzioni, e la polizia per prima, dovrebbero chiedere scusa”, ha sottolineato Procacci.

Con un discorso “politico, aldifuori di questa sede”, Vicari ha poi parlato di “stupidità e colpa di chi non ha voluto guardare in faccia le cose come stavano. Oggi a dieci anni da questi avvenimenti, ci troviamo nel panico, in una specie di dopoguerra, proprio a causa di quella stupidità e di quella colpa. La repressione – ha concluso – era tesa a zittire tutti quei grilli parlanti che, da tutto il mondo, erano venuti a Genova per far notare quello che stava succedendo”.

In quella notte del 21 luglio 2011, la palestra della scuola divenne il teatro di un pestaggio ai danni di giovani venuti da tutta Europa: 63 feriti, quasi una trentina i ricoverati con fratture alla testa, alle gambe, alle braccia. Decine di giovani vennero arrestati. Come la definì Amnesty International si trattò de ”la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.

Quanto alla realizzazione del film, costato quasi 10 milioni di euro “Qui abbiamo girato poco, ma non avremmo pouto fare altrimenti: impossibile bloccare per due mesi la città”, ha spiegato Procacci. Oltre a lui e a Vicari, che ha diretto la pellicola, in conferenza stampa erano presenti anche Davide Iacopini e Ignazio Oliva, due tra gli attori protagonisti insieme a Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Ralph Amoussou, Fabrizio Rongione e Renato Scarpa.

“Ho chiesto io a Vicari di fare il provino. Ero al G8, ero sotto la Diaz – ha raccontato Oliva – non posso essere obiettivo, le ferite non si rimarginano”.

“Da una parte c’erano le idee, dall’altra il vuoto”, ha commentato oggi l’assessore alla Cultura del Comune di Genova, Andrea Ranieri riferendosi ai movimenti il cui slogan era “un altro mondo è possibile” e ai grandi del G8. E poi riferito alle vicende post Diaz: “Trovo scandaloso che molti dirigenti siano stati promossi – ha detto Ranieri – Noi abbiamo dato la cittadinanza onoraria a Mark Covell”.