Da sede storica a cantiere aperto, il grido d'allarme dei giornalisti: "Titoli di coda su Telegenova" - Genova 24
Cronaca

Da sede storica a cantiere aperto, il grido d’allarme dei giornalisti: “Titoli di coda su Telegenova”

Genova. Titoli di coda su Telegenova e sulla storia della più vecchia televisione del capolugoo ligure. E’ il grido d’allarme lanciato oggi dalla Fnsi ligure e dai sindacati del settore.

A un anno dal passaggio di proprietà, i lavoratori di Telegenova devono infatti affrontare un cronico ritardo nei pagamenti degli stipendi, l’attuale difficoltà nell’erogazione della cassa integrazione in deroga ottenuta. E infine l’ultima amara sorpresa: non c’è più luce nella sede ormai “cantiere aperto” e la parte giornalistica informativa è ferma.

“Il paradosso per queste venti persone, tra cui cinque giornalisti dipendenti, un collaboratore e il resto personale tecnico amministrativo – spiega Marcello Zinola, segretario Associazione Ligure dei Giornalisti Fnsi – è che vogliono lavorare, ma in questi giorni non possono farlo e da mesi non sono pagati”.

Il timore dell’associazione ligure dei giornalisti e di Slc Cgil è che “tra difficoltà di mercato, il digitale terrestre, i problemi vadano poi a ricadere sulle altre emittenti, mentre Telegenova, purtroppo li registra da oltre un anno”.

Zinola lancia l’appello a politica e istituzioni genovesi “coloro che andranno a parlare o acquisteranno spazi elettorali si pongano il problema di chi sta dietro alla telecamera, e se i suoi diritti e la dignità di lavoratore siano davvero rispettati”.

E a chi manifestando “magari contro il precariato, non si rende conto che il lavoratore che lo sta intervistando è spesso più ‘sfigato’ di loro”. E’ il paradosso del mondo dell’informazione: “documentare i disagi di chi lavora e non poter raccontare i propri e, alle volte – conlcude Zinola riferendosi ai dissidi con alcuni esponenti del movimento No Tav – essere contestato come accaduto recentemente”.

“Siamo davanti a un processo di trasformazione che sembra preludere alla fine di questa emittenza – commenta Gianni Pastorino, Slc Cgil – ma in questo panaroma perdere una testata giornalistica è un elemento di mancanza di democrazia molto forte. Siamo molto molto preoccupati”.