Costa Concordia: al via incidente probatorio, non sarà presente il comandante Schettino - Genova 24
Cronaca

Costa Concordia: al via incidente probatorio, non sarà presente il comandante Schettino

francesco schettino, comandante costa concordia

Grosseto. E’ fissata per oggi la prima udienza dell’incidente probatorio disposto nell’ambito del procedimento penale sul naufragio della Costa Concordia.

Avvocati, periti, investigatori si ritroveranno al Teatro Moderno per l’identificazione delle parti ammesse all’udienza. Nel corso dell’udienza non sarà aperta la scatola nera, ma saranno affidati gli incarichi peritali per l’analisi delle registrazioni. Non sarà presente, come preannunciato dal suo legale, il comandante Francesco Schettino, mentre ci saranno gli avvocati, sia di parte civile che dei 9 indagati.

L’udienza non è pubblica e le forze dell’ordine hanno ricevuto incarico di non far entrare macchine fotografiche, apparecchi video o audio, ogni ripresa è vietata. Un’area di due ettari a ridosso del centro storico sarà sottoposta a speciali controlli: due strade e una scuola sono state chiuse per prevenire problemi di ordine pubblico e disagi. Gli alberghi cittadini registrano il tutto esaurito, e sono molte le testate giornalistiche italiane e straniere che seguiranno l’evento.

Gli indagati sono 9, al momento: oltre a Schettino e al primo ufficiale di plancia, Ciro Ambrosio, ci sono altri 4 ufficiali e 3 manager dell’unità di crisi di Costa Crociere, accusati a vario titolo di omicidio colposo, naufragio e omessa comunicazione alle autorità marittime (Schettino anche di abbandono nave e passeggeri). Quattro gli ufficiali di plancia indagati: Andrea Bongiovanni, Roberto Bosio, Silvia Coronica e Salvatore Ursino.

Tra il personale di terra di Costa Crociere, i 3 indagati sono Manfred Ursprunger, vicepresidente esecutivo fleet operation di Costa, il capo dell’unità di crisi Roberto Ferrarini e il fleet superintendent di Costa, Paolo Parodi. Agli ufficiali vengono contestati a vario titolo errori nella manovra di avvicinamento della nave al Giglio e non aver impedito l’errore al comandante stesso.

Mentre ai responsabili dell’unità di crisi vengono imputate carenze nella gestione delle fasi emergenziali: sono accusati di non aver contattato, la sera del naufragio, la Direzione Marittima di Livorno, e questo fece partire in ritardo i soccorsi. Secondo i magistrati grossetani, i tre non predisposero misure tali da permettere interventi di soccorso tempestivi e non si attivarono per ottenere informazioni utili sull’incidente, non verificarono l’effettiva situazione della nave e quindi non furono in grado di fornire indicazioni utili a Schettino per gestire le fasi emergenziali del naufragio.

La Procura di Grosseto ha nel frattempo aperto un fascicolo d’indagine per le lesioni colpose subite da Irina Nazarova, un membro dell’equipaggio amica di Domnica. La Nazarova durante il naufragio della Concordia ha riportato gravi fratture al viso e al corpo. I legali della donna hanno chiesto di estendere l’incidente probatorio anche a Costa Crociere spa e all’amministratore delegato, Pierluigi Foschi. La Nazarova ha presentato denuncia e secondo i suoi avvocati sarebbe stata convinta a firmare un accordo transattivo per rinunciare al risarcimento dei danni morali e biologici. La parte relativa ai suoi rapporti di lavoro con Costa Spa è stata trasmessa al Tribunale di Genova.

Sul relitto della Costa Concordia è terminata nel pomeriggio di ieri la seconda fase delle operazioni di prelievo del carburante. Grazie alle favorevoli condizioni meteo-marine, che hanno interessato l’area dell’Isola del Giglio nell’ultima settimana, i tecnici di Smit Salvage e Neri hanno svuotato i nove tank di poppa, da cui sono stati prelevati circa 363 metri cubi di carburante. Lo rende noto la struttura commissariale. Oggi è previsto l’avvio della terza fase di debunkering: il pontone Meloria si sposterà ormeggiando nella zona centrale della nave ed avranno inizio le operazioni propedeutiche all’apertura di un varco nello scafo che consentirà l’accesso alla sala macchine, per poi proseguire con lo svuotamento delle rimanenti otto casse e la rimozione dell’idrocarburo eventualmente presente all’interno della sala stessa.