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Calcio: il “corazziere” dell’Acqui Francesco Rusca presenta la sfida di Lavagna foto

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Lavagna. La cittadina dell’ardesia (estratta da oltre un millennio) contro quella delle terme (citate già da Plinio il Vecchio), la storia dei Fieschi a confronto con quella dei Paleologi del Monferrato; ma Lavagna ed Acqui non sono solo questo, sono anche spiaggia e mare la prima ed occasione di abbinare turismo culturale e gastronomico la seconda.

Belle cittadine, entrambe con manifestazioni folcloristiche (“La torta dei Fieschi” da una parte ed il “Palio del Brentau” e lo “Show dei vini” dall’altra), si incontrano anche giocando a pallone nel girone A delle Serie D.

Sarà sicuramente una bella partita quella che si svolgerà allo stadio Edoardo Riboli, con il Lavagna (giustamente ancora ambizioso di conquistare un posto valido per disputare i playoff) ad affrontare una squadra che in trasferta ha un rendimento da alta classifica, tanto da aver ottenuto lontano da casa più punti che fra le mura amiche (22 contro 17).

Abbiamo pensato di farci presentare l’incontro da uno dei più giovani giocatori dell’Acqui, l’arenzanese Francesco Rusca, diciotto anni appena compiuti il 17 marzo scorso, il mondo ai sui piedi, quindi. Cresciuto nel Genoa, dove ha giocato fino all’anno scorso, facendo tutta la trafila nelle giovanili, è approdato questa estate nella città termale, inviatovi da Michele Sbravati, responsabile tecnico del settore giovanile rossublù, per “farsi le ossa” in un campionato difficile quale la Serie D.

Difensore centrale dalla statura imponente (1,90 cm) e dai rossi capelli da vichingo, è stato allenato, oltre che da Sidio Corradi e da Fabio Rossi (il quale ultimo ne ha curato la formazione tattico difensiva), anche da Armando Ferroni e Luca Chiappino (recentemente premiato con il “Maestrelli” come miglior tecnico nazionale del settore giovanile 2010/11), prima di giungere agli ordini di mister Stefano Lovisolo, da una vita all’Acqui, che dall’inizio del torneo in corso lo ha utilizzato per 13 volte (nonostante sia stato frenato da problemi al tendine rotuleo nella fase di preparazione estiva, con una successiva ricaduta), spesso nella posizione di esterno basso di destra.

Sentito prima dell’incontro, ci dice: “Contiamo di fare una buona partita a Lavagna, ci mancano pochi punti per una tranquilla salvezza, che contiamo di raggiungere matematicamente il prima possibile. L’esperienza che sto maturando ad Acqui è molto formativa, preferibile alla Berretti, perché ti confronti coi ‘grandi’ e ti alleni con giocatori come Michele Castagnone, Matteo Perelli, Antonio Silvestri e Marcello Genocchio (ndr, il primo, a parer suo, il miglior portiere della categoria ed il secondo un attaccante dalle enormi potenzialità)”.

Ragazzo con i piedi buoni, ma che sa tenerli “a terra”, ricorda nelle movenze e per caratteristiche morfologiche una vecchia bandiera del Genoa, che solo i tifosi meno giovani ricorderanno, Franco Rivara, ma modestamente, quando gli chiediamo a chi si ispira, ci dice: “Il mio punto di riferimento è Antonio Silvestri, il perno della difesa dell’Acqui”.

Claudio Nucci