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Bossi a Genova per Rixi: “La città deve scegliere se stare con il Nord o con Roma” foto

Genova. Lega Nord al gran completo oggi pomeriggio al Nh Marina Hotel, nel cuore del Porto Antico di Genova, per accogliere il leader nazionale Umberto Bossi e il fedelissimo Roberto Calderoli. E se, di suo, il Senatur ha sempre optato per le due Riviere, la visita di oggi nel capoluogo ligure è servita a dare il battesimo ufficiale al candidato sindaco Edoardo Rixi, in corsa per lo scranno di Tursi.

Genova Bossi con Rixi

Contornato da centinaia di simpatizzanti e da tutti i deputati liguri al gran completo, Bossi si è subito intrattenuto a chiacchierare con il neo designato. Dopo essersi concesso una visione panoramica dalla terrazza sul mare, dove ha dato sfoggio della proverbiale virilità leghista con pugni sferrati alla volta dello stesso Rixi e del segretario Bruzzone, ha dedicato una manciata di minuti ai giornalisti con cui ha toccato principalmente le tematiche nazionali, a partire dalla corsa in solitaria della Lega alle elezioni.

“Non siamo d’accordo con Berlusconi – ha detto Bossi ai cronisti – lui sta con il Governo, noi non possiamo. In quello che vuole la gente, Berlusconi non c’è più, nemmeno in Lombardia, è lontano mille miglia, anzi ha contribuito a fare danni come con le pensioni, l’esproprio dei soldi ai Comuni, insomma il contrario del federalismo”. Quel federalismo “che noi abbiamo fatto anche grazie a lui, ma che questo Governo ha bloccato”.

Entrando nel vivo della politica locale, il Senatur ha tirato in ballo la moschea con un gioco di parole: “Genova non è più nostra – in riferimento alla lista civica La Nostra Genova che sosterrà Rixi – ma è degli altri, avete appena approvato la moschea. Siete i primi – ha aggiunto – in Europa, in Padania di sicuro, invece di pensare alle esigenze dei cittadini”. Perché a detta di Bossi quella di Segrate “era piccola e non si vedeva neanche”.

Sul candidato Rixi, il leader ha raccontato di una candidatura arrivata ma solo dopo un apposito colloquio: “Non volevo fosse un’imposizione – ha detto – ma invece ho visto che era molto interessato”. Ora si tratterà di affrontare “una partita molto bella e importante”. E ancora: “Genova non deve perdere questa occasione”, deve scegliere se “stare con Roma o agganciarsi alle vere forze europee”, con riferimento “all’Europa delle Regioni, a partire dalla Baviera e dalla Lombardia”.

“Tutto corre dietro alla Lombardia. Non sarà facile – ha concluso riferendosi alla tradizione di centrosinistra della città – ma Genova non può stare fuori e perdere un’occasione così ghiotta”.