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Bilancio 2012 rimandato, Vincenzi su Imu: “In me prevaleva il senso di battaglia, passo il testimone”

Genova. Il bilancio di previsione del Comune di Genova per il 2012 non sarà approvato in questa fine legislatura “a meno che, in queste ultime settimane, non arrivino da Roma rassicurazioni che ci permettano di convocare un consiglio comunale urgente, anche oltre la metà di aprile”. Lo ha ufficializzato stamani la sindaco Marta Vincenzi, rompendo il lungo silenzio post primarie. “Non ci sono né le condizioni, né i tempi” ha detto la sindaco.

“La richiesta di ridurre il debito del Governo Monti è dolorosa ma condivisibile – ha spiegato – ma il problema è che i conti sono peggiorativi rispetto a pochi mesi fa”. Nessun Comune sta andando all’approvazione del bilancio, “ci penseranno a maggio, ma, noi, come altri che vanno al voto, dobbiamo arrivare a una conclusione, perché non possiamo più convocare il consiglio comunale”. La conclusione a cui è arrivata la Giunta è una: lasciare la decisione sull’aumento dell’Imu e la conseguente approvazione del documento economico alla nuova giunta.

“Con questa incertezza dovremmo dire al consiglio comunale che si aumenta l’aliquota dal 4 al 5 mille, ma nessuno vuole farlo, perché una volta decisa, la devi tenere tutto l’anno e io – ha sottolineato Vincenzi – non posso fare pagare le conseguenze di una scelta così ad altri”. Non c’è quindi altra soluzione se non “che il bilancio l’approvi la prossima giunta, a meno che non arrivino rassicurazioni in queste settimane”.

Nessun rischio commissariamento, ha tenuto a precisare l’assessore al Bilancio Franco Miceli. “Bisogna ancora verificare le stime sul gettito Imu, perché influenzano direttamente i trasferimenti del Governo. Avremo dunque qualche mese in più di esercizio provvisorio, ma con una più attenta gestione che consenta al Comune di continuare a gestire i propri servizi”.

Dopo un lungo stop la Vincenzi torna dunque a parlare, non senza lo spirito combattivo dei vecchi tempi. “In me prevaleva il senso di battaglia, cioè respingere al mittente un’impostazione di questo tipo. Avrei formulato un bilancio che contenesse l’aumento per le seconde case e non per l’unica casa, ma non posso fare questo al posto di altri”. La proposta della casa unica era esclusivamente targata Vincenzi ma – ha sottolineato – “non è considerata legittima per come è intesa l’Imu, perché non quantificabile. Però credo che questa battaglia si debba fare e vorrei passare ad altri il testimone”.

L’appello è per i candidati sindaco: “l’essere davvero federalisti oggi è un imperativo categorico, in questi anni abbiamo assistito alla distruzione delle possibilità, da parte dei Comuni, di rappresentare davvero le esigenze dei cittadini – ha ricordato Vincenzi, che su questo tema ha sempre battagliato – dal 2008 i Comuni non contano più nulla e si sente, rendendo sempre più difficile il rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni”.

Infine, come promesso “non ho più indossato la fascia tricolore, forse la metterò il 25 aprile per rispetto alla città e ai partigiani che sono morti per noi, per il resto no, bisogna che questa battaglia la facciamo tutti”, ha concluso.