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Basilico Ogm, produttori genovesi indignati con Clini, Barbagallo: “Spero in un chiarimento”

Regione. In un momento così delicato per le imprese agricole, attribuire al basilico Dop di Liguria, nel contesto di una intervista sugli Ogm, origini derivanti da “ingegnerie genetiche”, come abbiamo letto su un quotidiano nazionale, in una risposta attribuita al ministro dell’Ambiente Corrado Clini, è effettivamente avventato, spero in un chiarimento”.

“Soprattutto perché la notizia, totalmente priva di fondamento, rischia di danneggiare una eccellenza della Liguria come il basilico genovese con il quale si produce il pesto, simbolo dell’agroalimentare della nostra regione in tutto il mondo, come dimostra il campionato in programma in questi giorni a Genova”. E’ il commento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Giovanni Barbagallo.

Ma ad essere “indignati” con il ministro Clini sono i produttori di basilico genovese dop. Il presidente del Consorzio di tutela del Basilico Genovese Dop, Mario Anfossi, ha diffuso oggi una nota a Genova per esprimere “grande indignazione per le parole del ministro Clini che in maniera avventata attribuisce all’ingegneria genetica l’origine del Basilico Genovese”.

Per Anfossi, “l’affermazione è infondata e fuorviante: il basilico genovese dop è il frutto dei fattori naturali ed umani della zona di origine, ovvero dalle condizioni pedoclimatiche e dalle conoscenze tecniche dei coltivatori locali”. “Affermazioni di questo genere – sottolinea Anfossi – non riservano il dovuto rispetto al frutto del lavoro di generazioni di agricoltori che hanno reso famosa nel mondo una produzione straordinaria, e vanificano il lavoro di informazione capillare e seria portato avanti dal consorzio di tutela”.

“Queste parole – aggiunge – dimostrano purtroppo l’approssimazione con la quale vengono trattati e diffusi argomenti che meriterebbero grande attenzione. Squalificare le produzioni tipiche italiane appare ingiustificato e inopportuno. Il ministro dovrebbe approfondire i solidi argomenti sostenuti da anni da Coldiretti e smentire questa notizia perché in aperto contrasto con quanto, dallo stesso ministero, sostenuto e riconosciuto alla Commissione Europea”.