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Art. 18, Cgil e Fiom dicono “no” alla modifica: Genova pronta alla mobilitazione

Genova. Nessun accordo è stato raggiunto ieri tra parti sociali e governo sulla riforma del mercato del lavoro. Sull’articolo 18, infatti, il governo ha spiegato le proprie proposte e se c’è condivisione da parte di Cisl e Uil, la Cgil ha detto “no”, annunciando una dura lotta.

A Genova tutto e pronto per altre manifestazione di protesta, come quella di due giorni fa che ha visto scendere in piazza circa 5 mila lavoratori metalmeccanici. “Siamo contenti che la Cgil non abbia firmato, proprio come avvenne dieci anni fa, quando fu l’unico sindacato a pensare ai diritti dei lavoratori – spiega Bruno Manganaro, Fiom Cgil Genova – il governo, invece, continua a dimostrare che l’unico suo problema è quello di attaccare i lavoratori, prima con le pensioni e ora con l’articolo 18 e gli ammortizzatori sociali”.

Proprio in queste ore si riunirà il direttivo nazionale della Cgil per decidere le iniziative da mettere in campo. “Aspetteremo direttive, ma dalle fabbriche ci stanno già chiamando per dire che sono pronti a scendere in piazza, quindi non posso escludere a priori la possibilità di manifestazioni – continua Manganaro – la cosa vergognosa è che il governo racconti la frottola che per rilanciare l’economia si debba licenziare più facilmente”.

E mentre anche Genova attende le direttive nazionali, il rappresentante della Fiom non si dichiara per nulla sorpreso dell’atteggiamento mantenuto dagli altri due sindacati, Cisl e Uil. “Non ci siamo stupiti per niente, visto che tutte le volte che bisogna dire no, loro dicono sì – conclude – ormai rispondono solo al governo e a Confindustria e non rappresentano più i lavoratori”.