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Art.18, a Genova 5 mila metalmeccanici in piazza: “Governo irresponsabile, noi lotteremo” foto

Genova. Sono circa 5 mila i metalmeccanici che questa mattina sono scesi in piazza in difesa dell’art. 18 e degli ammortizzatori sociali, fondamentali in un momento di crisi internazionale come quello attuale. Forti ripercussioni sul traffico, visto che la sopraelevata è bloccata in entrambe le direzione e il casello di Genova Ovest chiuso.

Blocco contro articolo 18 Genova

Una parte di operai di Esaote e Piaggio, inolte, ha bloccato la rotatoria che porta a Sampierdarena, mentre a Bolzaneto circa 200 operai delle aziende Controlli, Sirti, Ultraflex, Siag, Navali impianti e Moog hanno bloccato via Sardorella, con ripercussioni sul traffico nella Valpolvecera.

“Lo sciopero è stato indetto dalle Rsu Fiom per protestare e difendere art.18, messo sotto attacco dal governo, ma in generale per protestare contro quella, che in maniera del tutto impropria, si chiama riforma del mercato del lavoro – spiega Francesco Grondona, segretario Fiom Cgil – ai miei tempi il termine riforma significava migliorare la condizione dei lavoratori, oggi si intende esattamente il contrario. Una situazione che riguarda tutti i lavoratori dell’industria, perché adesso non è possibile licenziare senza giusto motivo, ma senza l’art.18 le aziende potrebbero togliersi dalle scatole chiunque vogliano”.

Secondo quanto dichiarato dal ministro Fornero, la riforma arriverà comunque in Parlamento, anche senza l’accordo con i sindacati. “Abbiamo un governo che ha deciso di cancellare i diritti dei lavoratori – spiega Bruno Manganaro, Fiom – raccontano bugie spiegando che per rilanciare l’economia bisogna licenziare più liberamente, ma in Italia si licenzia già tanto e l’art.18 è l’unico modo per tutelare i lavoratori e impedire il pieno potere delle aziende. Se il governo andasse avanti da solo noi continueremo la lotta, perché cioè che non abbiamo concesso dieci anni fa non lo concederemo neanche ora”.

La situazione a Genova è davvero preoccupante, soprattutto alla luce dei molti lavoratori che sono in cassa integrazione. “Siamo preoccupati e arrabbiati perché il governo di tecnici è abbastanza irresponsabile, se davvero vuole toccare l’art. 18 e gli ammortizzatori sociali, dimezzandoli poi di fatto, in un momento di crisi industriale internazionale – spiega Giulio Troccoli, Rsu Fiom Fincantieri – questo vuol dire licenziare la gente. Lotteremo per tentare di riuscire a mantenere l’art.18 e il livello degli ammortizzatori sociali”.