Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Anteprima film Diaz, la polemica del Coisp: “Forze dell’ordine denigrate”

Più informazioni su

Genova. “Ognuno è libero di esprimere i propri pensieri, sotto qualsiasi forma purché non violenta, però troviamo profondamente ingiusto ed insensato attirare l’attenzione mediatica, a scopo di lucro, come in questo caso per fare assistere maggior numero di persone possibili, ad un film, che a nostro avviso, tralascia parte della realtà, come appunto “Diaz”, denigrando ed offendendo tutta la Polizia di Stato!”.

Inizia così l’intervento di Matteo Bianchi Segretario Generale Provinciale del Coisp , sindacato indipendente della Polizia di Stato, circa le dichiarazioni rilasciate Procacci e Vicari per l’anteprima a Genova del film“Diaz-non pulire questo sangue”.

“Già dal titolo si capisce l’inclinazione ideologica ma soprattutto politica intrapresa dal produttore e dal regista, e troviamo veramente svilente questo ennesimo attacco ad un’intera categoria, che ogni giorno in tutta le strade d’Italia mette a repentaglio la propria incolumità per quella altrui, solo ed esclusivamente per farsi della pubblicità, rischiando di accendere nuovi focolai di violenza nei confronti degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, che noi rappresentiamo.”

Ancora Bianchi: “Al G8 di Genova, alcuni appartenenti delle Forze dell’ordine possono aver commesso degli errori, però non possono essere certo giudicati da un regista e dal suo produttore. In Italia ci sono tre gradi di giudizio e le sentenze vanno rispettate! Fino a quel momento non si possono inscenare sentenze mediatiche per cercare di avere attenzione e magari qualche guadagno in più e, cosa ancora più grave, non deve passare il messaggio che tutta la Polizia di Stato italiana sia responsabile. Chi ha sbagliato è giusto che paghi, ma non dimentichiamo che i centomila poliziotti italiani ora in servizio, oltre ad essere degli ottimi professionisti, come ci dicono i risultati operativi registrati anche dopo il G8, sono genitori, figli e fratelli, che garantiscono un paese migliore e che sono fuori da ogni logica di illegalità.”

Conclude Bianchi: “Il G8 del 2001 non è stato solo ed esclusivamente la scuola Diaz, ma è stato anche devastazioni, saccheggi e violenze da parte di manifestanti travisati ed armati. Essi non hanno lesinato atti inqualificabili sia nei confronti dei cittadini genovesi che nei confronti di uomini e donne in divisa, che purtroppo molte volte devono svolgere il ruolo di cuscinetto tra la democrazia e l’illegalità: in quei giorni a Genova di democrazia ve ne fu veramente poca e questo vorremmo che lo tenesse a mente anche l’attento Assessore alla cultura del Comune di Genova. Faccia un esame di coscienza e si chieda se l’amministrazione comunale abbia trattato degnamente le Forze dell’Ordine, impegnate quotidianamente a fare della città ligure un luogo vivibile!”.