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Ambiente, Genova: nasce il coordinamento ligure per una gestione corretta dei rifiuti

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Genova. Si è costituito il Coordinamento Ligure per una Gestione Corretta Rifiuti, con lo scopo di creare sinergie tra associazioni, comitati e singoli cittadini delle province liguri, formando una rete regionale, per proporre soluzioni concrete per il raggiungimento di obiettivi comuni, con creazione di nuovi posti di lavoro grazie ad un’economia virtuosa ed in un ambiente più sano.

Il Coordinamento ha già inviato alla Giunta Regionale una proposta per la prossima nuova legge regionale che la Giunta deve deliberare entro il 31-12-12 circa gli Ambiti Territoriali Ottimali: “vogliamo scongiurare la malaugurata ipotesi di un unico ATO regionale che accomuni acqua e rifiuti -comunicano in una nota – in quanto questi settori hanno caratteristiche peculiari e vogliamo evitare anche una gestione unica per tutto il territorio foriera di enormi danni all’interesse pubblico in quanto troppo lontana dalle esigenze locali differenziate e molto rischiosa per la probabile gestione privata tramite mega multiutility”.

Il Coordinamento esprime contrarietà assoluta a qualsiasi impianto d’incenerimento e di gassificazione dei rifiuti, con l’obiettivo di puntare sulla strategia “Rifiuti Zero”, proponendo quindi un fondamentale salto culturale e cambio di paradigma: la raccolta domiciliarizzata “porta a porta” non è che il primo passo da compiere in questa positiva direzione.

Il Coordinamento evidenzia che le priorità, adeguandoci anche alle direttive europee, sono: il mantenimento della separazione degli ATO acqua e rifiuti, lo studio dei territori e dei flussi dei materiali (Sistema Informativo Territoriale), inclusi i rifiuti, per individuare aree contigue omogenee, la messa in opera di politiche concrete di riduzione alla fonte dei rifiuti, il raggiungimento almeno degli obiettivi di legge in tema di raccolta differenziata dei rifiuti.

Altre priorità sono la realizzazione di impianti di compostaggio a terra in tutta la Regione, così da essere vicini alla produzione dei rifiuti e potere usare localmente il compost prodotto, l’estensione degli impianti di separazione secco-umido per quanto riguarda la frazione residuale dalla raccolta differenziata, la realizzazione degli impianti necessari per il trattamento e la trasformazione dei materiali raccolti con la raccolta differenziata con la identificazione delle aree destinate a tale scopo e il sostegno dell’imprenditoria di filiera.

Concludendo sono anche necessari bilanci trasparenti, leggibili ed accessibili per le aziende che si occupano di rifiuti e la moratoria circa la progettazione della chiusura del ciclo dei rifiuti con impianti di gassificazione/incenerimento.