Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

#17marzogenova, la Casa della Legalità non partecipa: “Giornata della memoria corta e dell’ipocrisia”

Genova. “Con tutto il rispetto per i parenti delle vittime di mafia e di quanti, in buona fede, sono oggi all’appuntamento promosso da Libera a Genova, noi non possiamo esserci”.

Comincia così la dichiarazione di Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalità. “Libera ha scelto da tempo di essere il ‘paravento’ di una politica e di certa impresa che con le mafie ha fatto e fa ottimi affari. Noi a questo ‘gioco’, in cambio di visibilità e soldi, non ci siamo mai prestati e mai ci presteremo”.

Poi continua: “Crediamo che la lotta alle mafie sia una cosa seria in cui, prima di tutto, occorre onestà intellettuale e realismo. Vivere nell’illusione non serve e Libera promuove un’illusione utile a farsi sentire meglio, ma sopratutto utile a certa politica per coprire le proprie indecenze… Utile a non cambiare nulla!”.

L’accusa è diretta al modo in cui Libera gestisce la sua battaglia contro le mafie, effettuata secondo Abbondanza: “Mai un nome e cognome… mai un indice puntato… solo e sempre un parlare di mafia come se questa fosse un ectoplasma. Non è solo questione di ‘metodi’ diversi. E’ ben altro”.

L’indice di Abbondanza è puntato soprattutto sulle autorità, “a partire dal presidente della Regione Claudio Burlando e scendendo verso molteplici amministratori di Comuni e Province. Soggetti che hanno dato e continuano a dare lavori e concessioni, soprattutto attraverso società pubbliche, a imprese di note famiglie mafiose, anche quando si è in presenza di misure interdittive (come anche nel caso eclatante proprio del Comune di Genova) o quando le imprese sono prive della certificazione antimafia”.

Nel mirino finisce anche Nando dalla Chiesa:, presidente onorario di Libera: “A Milano fa grandi proclami contro le mafie, indica le collusioni con le Amministrazioni di centrodestra a Milano, ma poi a Genova, da consulente dell’amministrazione comunale della Vincenzi, ha coperto come polvere sotto il tappetino, indecenze assolute e gravissime”.

Abbondanza conclude scrivendo: “Libera da tempo è tale solo nel nome, purtroppo. Ha scelto di essere una ‘colonia’, abbandonando ciò che era alle origini. E’ una scelta che nega quell’indipendenza necessaria per un efficace, credibile e corretta lotta alle mafie! Vivere di operazioni mediatiche non serve a produrre un cambiamento reale – dice infine – Quella di oggi a Genova è l’ennesima farsa dove Libera fa salire sul palco l’indecenza presentandola come decenza. E’ un pessimo segnale e per noi è intollerabile”.