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“Il basilico genovese non è Ogm”: continua la polemica sulle affermazioni del ministro Clini

Genova. Ai liguri le affermazioni del ministro dell’Ambiente Clini sul pesto transgenico non vanno proprio giù e ampia dimostrazione ne è stata data durante i Campionati Mondiali di Pesto.

Per il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando il basilico genovese non è certo inquinato dagli ogm: anche l’ex premier Romano Prodi ha apprezzato ieri ben “tre piatti di trofie al pesto” in un ristorante genovese “e non le ha trovate transgeniche”.

Il presidente della Regione è entrato così nella polemica seguita ad una affermazione del ministro per l’Ambiente Corrado Clini, secondo il quale il basilico ligure, così come altri rinomati prodotti italiani, è ottenuto “con incroci e la mutagenesi dei semi”.

Burlando ha usato twitter dopo avere cenato ieri con l’ex premier Prodi, a Genova per una conferenza. “Romano Prodi ha mangiato ieri sera tre piatti di trofie al pesto – ha scritto Burlando -, evidentemente non le ha trovate transgeniche”. L’affermazione di Clini aveva scatenato le proteste della stessa Regione, della Camera di Commercio di Genova e dei produttori di basilico, che escludono manipolazioni genetiche. Un chiarimento con il ministro Clini potrebbe esserci mercoledì alle Cinque Terre a un convegno sul maltempo, dove è atteso anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Intanto anche l’associazione Palatifini, organizzatrice del Campionato, ha fatto le sue osservazioni. Il profumo del basilico usato per fare il pesto che invade la grande sala del Maggior Consiglio a Palazzo Ducale a Genova “è la migliore risposta al ministro Clini: il basilico genovese è genuino e naturale al 100%, non contiene Ogm”.

“Il nostro basilico – hanno spiegato oggi gli organizzatori del Campionato Sergio di Paolo e Roberto Panizza – non contiene Ogm, anzi è quanto di più naturale ci sia. La sua qualità è garantita da secoli di lavorazione, di selezioni delle migliori semenze”. Il basilico genovese è un prodotto di nicchia – hanno aggiunto al Campionato Mondiale di Pesto – mentre chi usa gli ogm si butta su produzioni con grandi numeri come la soia”.