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Sampdoria: per Iachini qualche certezza ma altrettanti ballottaggi

beppe iachini

Genova. In casa della Samp si fanno i conti. Lo abbiamo fatto anche noi: vittorie in casa, vittorie fuori. E poi ancora il computo della rosa, gli uscenti (le sospirate cessioni di Maccarone, Accardi, Piovaccari e quella penosa – nel senso di difficile – del capitano Angelo Palombo). E ancora svegliarsi con una rosa sì giovane, ma rimpinzata di straniere con la domanda lecita: chissà quale lingua parleranno dalle parti di Bogliasco (tre brasiliani, due argentini e uno spagnolo, e poi i tre svizzeri, l’ungherese, il serbo e chi più ne ha più ne metta).

In casa della Samp si fanno i conti, si diceva. Sì perché, a quanto pare, è chi sta fuori a farli: dentro invece zitti e pedalare. Un solo obiettivo, partita per partita: vincere. E sì perché guardare la classifica appare poco confortante. Guardare il cammino delle (inaspettate) altre (Sassuolo e Pescara in primis, ma attenzione anche alla varie Padova, Brescia e Juve Stabia) aumenta più le paure che i rimpianti.

Lo scontro con l’Albinoleffe potrebbe essere decisivo su tre fronti. Partiamo con ordine.

1) Difesa. Le maggiori perplessità in questi mesi sono state arrivate dagli esterni difensivi. Sabato saranno squalificati Rispoli e Costa. Sotto a chi tocca dunque. Iachini non rinuncerà ai quattro in difesa e dunque dovrebbe presentare Volta e Berardi. Il primo deve dimostrare di essere giocatore da Samp, come già aveva saputo fare in alcune partite. Il secondo deve dimostrare tutto. Ma è stato voluto da Iachini, ha la fiducia del mister.

2) La conferma dal centrocampo. Munari, Obiang e Renan, per essere alla loro prima apparizione assieme hanno fatto un figurone. Indubbiamente Renan è stato più altalenante durante la partita, ma Kristicic rimane un ottimo rincalzo.

3) La questione attacco invece si presenta più delicata, per così dire. La certezza è sicuramente Eder, che sembra aver già recuperato dall’infortunio. Pozzi è sempre il solito: momenti di assenza, di mugugni e poi ti infila il gol o il colpo ad effetto come a Grossetto. Però è certo che il Bertani ammirato a inizio stagione saprebbe ben adattarsi alla qualità di Eder e di … secondo dilemma dell’attacco.

Chi preferire tra Foggia e Juan Antonio? E’ forse questa la più difficile scelta che dovrà fare Iachini a meno che non rivoluzioni modulo, è molto difficile immaginare una squadra con entrambi i fantasisti titolari.
Ci sono ancora 4 giorni di allenamento prima di decidere, la squadra che dovrà affrontare l’Albinoleffe ma soprattutto quella che deve galoppare da qui a fine stagione.