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Sampdoria, le stilettate degli ex e la reazione di Garrone: “Non conosco i nuovi, ma abbiamo investito tanto”

Genova. Domani la Sampdoria gioca a Grosseto ma è ancora l’addio di Angelo Palombo a tenere banco all’interno del mondo blucerchiato. Inevitabile, se n’è andato il capitano di mille battaglie.

Nel giorno della sua presentazione a tinte nerazzurre, Palombo si è sfogato. Sincero e a cuore aperto, come sempre: “Mi è stato ribadito con sempre maggior frequenza di non far più parte del progetto e questo mi ha molto amareggiato; ho dovuto accettare l’ipotesi di un trasferimento. Fosse dipeso da me avrei chiuso la carriera alla Samp ma le società fanno le proprie valutazioni e vivere da separati in casa non sarebbe stato bello per nessuno. Sarò sempre riconoscente ai Garrone ma certo l’addio poteva essere più dolce; pazienza, l’importante è parlarsi. Al Doria devo comunque ringraziare tutti, specie i tifosi che mi hanno sempre fatto sentire uno di loro. Dieci anni di carriera sono un pezzo di cuore e di vita”.

“La retrocessione?” ha continuato l’ex capitano blucerchiato – “Un trauma sportivo. Essere in B non era un problema perché ero in B con la squadra blucerchiata, squadra che per me rimaneva grande a prescindere dalla categoria”.

In extremis è arrivata l’offerta dell’Inter: “Ho voglia di Champions. Con questa competizione, dopo l’eliminazione del Doria contro il Werder Brema, ho un conto aperto”.

A distanza, ecco la risposta del numero uno blucerchiato, Riccardo Garrone: “Avevo già detto prima di Natale che se fosse arrivata un’offerta importante avremmo ceduto il giocatore. Meritava un’occasione importante e gli auguro di fare bene con la maglia dell’Inter. Qui alla Samp ha sempre fatto cose fantastiche, per lui provo grande affetto e stima ma era arrivato il momento di separarsi”.

Poi una battuta sugli acquisti del direttore sportivo Sensibile: “Non conosco personalmente i nuovi arrivati ma abbiamo speso tanto per riuscire a correggere gli errori fatti a giugno”.

Non si fa accenno alle cessioni di Accardi e Piovaccari. Eppure i due ex le hanno sparate grosse. Così il difensore: “Alla Sampdoria ero chiuso, anzi c’era un diktat della società che imponeva a Iachini di non farmi giocare. Per questo il mister, che pure a Brescia aveva puntato su di me, non mi utilizzava”.

Il bomber (?) la prende più larga, a non piacergli era proprio il gioco della squadra: “Quando ad un attaccante arrivano pochi palloni giocabili, diventa difficile fare il proprio mestiere, che è poi quello di fare gol”.

Archiviate frecciate e presentazioni in giro per l’Italia, si torna a parlare di campo. Iachini deve battere il Grosseto per scacciare il fantasma di Atzori. Per farlo dovrà affidarsi a una mediana ancora da collaudare. Era partito schierando Palombo, Dessena e Bentivoglio titolari; adesso che sono stati venduti, punterà su Obiang, Renan Garcia e Munari: vada come vada, difficile strappare risultati peggiori di quelli ottenuti dal precedente terzetto. Ieri la truppa blucerchiata è partita alla volta della Toscana. Nella lista dei convocati non compaiono lo squalificato Volta e gli indisponibili Castellini Berardi, Padalino, Semioli, Fornaroli e Pellè (che ha scelto la maglia numero 99, quella che fu di Cassano).