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Politica

Primarie centrosinistra, confronto all’insegna del fair play: né vincitori né vinti

Genova. Centro Storico. Via delle Vigne. Circolo del Pd. Sala gremita. Piccola a dire il vero. Un centinaio di persone. Bicchieri caldi. Comincia in questo scenario il primo dibattito tra tutti i candidati alle primarie per il centrosinistra. Le urne per questa elezione saranno aperte domenica prossima.

Prima domanda quella sul porto. Parte Pinotti. In parte legge appunti. Parla di Genova e dello sviluppo dell’economia marittima. Doria fissa un orologio e cronometra. Il suo intervento é dopo Burlando. Anche lui appunti scritti a penna, ma per punti. Si alza in piedi. Cattedratico. “Porto come città che si apre, deve essere nel futuro di Genova”. Applausi più lunghi. Sassano. Nessun appunto. Domande stampate e risposte a braccio. Il porto come pancia “lo dico da esperto”, ironizza. Il primo giro finisce con Vincenzi. Rimane seduta. “Il porto a cui abbiamo lavorato è il porto fabbrica e il porto lungo”. Continua sicura, con una certa fierezza. Appunti scritti, ma non legge. Bilancio tra il fatto e quello che è ancora da fare.

Fine primo turno, tutto liscio. Nessuna polemica. Disciplinati.

Seconda domanda. Giovani, impresa e sviluppo tecnologico. Riprende il giro con turni diversi. Per Sassano, il cavallo di battaglia:“Il Comune non può dare lavoro, ma dobbiamo rispondere domanda di innovazione”. Vincenzi punta sui progetti smart e creative city. “Costruire alleanze con aziende, perché si possa provare a investire sulla sostenibilità”. Doria. Ancora in piedi. Ancora puntuale: Erzelli, università, ricerca. Stavolta legge. Burlando “Bisogna coinvolgere di più i giovani, dare loro spazio, offrire loro spazi anche attraverso il Puc”. Pinotti conclude il giro. questa volta si alza e non legge. Si impone. “Io voglio parlare di Erzelli, l’hi tech è un filone, ma dobbiamo immaginare un marketing strategico”. Finisce anche il secondo turno.

Terza domanda. Oneri urbanizzazione. Doria “Basta consumo del suolo, no a cementificazione, no alla gronda. Basta centri commerciali e bisogna recuperare il verde”. Doria imprime qui svolta ambientalista e di sinistra, insomma la svolta Pisapia. Forse l’applauso più caloroso della serata. Vincenzi “Superare concetto rigido di urbanizzazione. Ma molto abbiamo scritto nel piano con i sistemi territoriali già previsti”. Pinotti ecumenica “Condivido posizioni di Doria e Vincenzi sugli oneri di urbanizzazione. Condivido anche linee del Puc. Ma bisogna anche sistemare l’esistente, utilizzare il social housing”. Cita Santa Brigida e Maddalena in centro storico. “Bisogna vincere il degrado, farci passare le persone”. Applauso. Sassano: “Contenere spinta alla rendita”. Anche lui con questo intervento si prende l’applauso più sentito. Burlando parla di centro storico e criminalità.

Quarta domanda. Città metropolitana. Vincenzi: “Non si può essere federalista a intermittenza. La nostra è una città naturalmente metropolitana: andare verso i municipi di comuni, ma bisogna decentrare davvero”. Sassano: “Bisogna rompere il meccanismo di chiusura della città. Ci vuole più trasparenza”, si prende gli applausi della Burlando e della stessa Vincenzi. Doria parla di assetti istituzionali ma anche di partecipazione dei cittadini: “C’è un distacco tra cittadini e Comune. Bisogna sapere ascoltare. Costruire dialogo”. Questo è il primo affondo della serata. La prima critica alla sindaco Vincenzi. A parte qualche smorfia incrociata, sarà l’unico. Pinotti: “Bisogna migliorare l’assetto istituzionale, dare più poteri ai municipi”.

Si va lungo sui tempi. Gli organizzatori decidono di tagliare una domanda e serrare i tempi delle risposte. I candidati rispettano regole e tempi e passano in rassegna i principali problemi della città partendo da Fincantieri, poi turismo, questione sociale, anziani. Tasse. E qui Vincenzi si gioca molta. “Per salvare il sociale sono disponibile a mettere Imu”. Si conclude con registo coppie di fatto e strutture per lo sport.

Freddo e partecipazione. Una bella lezione di trasparenza e pacatezza. Idee della città diverse, talvolta anche in maniera netta. Sicuramente il momento più alto di questa corsa verso le primarie.