Patto per la Salute, documento congiunto delle Regioni, Burlando: “Sanità in estrema difficoltà”

Roma.“Siamo a un punto in cui la sanità pubblica è in estrema difficoltà bisogna affrontare una serie di nodi e fare delle razionalizzazioni”. Lo ha detto il presidente Claudio Burlando al termine della Conferenza delle Regioni dedicata al Patto per la Salute. Conferenza in cui “le Regioni hanno raggiunto una buona intesa e abbiamo messo a punto la base di un documento congiunto – ha poi spiegato Burlando – Con il Governo si affronterà una discussione impegnativa che si concluderà il 30 aprile”.

Per le Regioni sono fondamentali “una serie di interventi strutturali con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’appropriatezza dell’assistenza e dei servizi resi ai cittadini”: è quanto si legge nel documento. In particolare, i governatori fanno riferimento alle cure primarie con lo sviluppo di forme associative complesse, allo sviluppo delle reti che permettano una maggiore presa in carico dei cittadini, con riferimento soprattutto alla cronicità e alla non autosufficienza, una forte integrazione con il sistema socio-sanitario, nuove regole per i piani di rientro delle Regioni in disavanzo per assicurarne l’efficacia dal punto di vista della qualità dei servizi e del governo della spesa; la garanzia di investimenti adeguati per poter sostenere le innovazioni e l’ammodernamento tecnologico delle strutture sanitarie pubbliche.

“Dobbiamo prevedere un processo di innovazione – ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome,Vasco Errani – i riferimenti sono due: la qualità dei sevizi di un sistema universalistico, quale è il Servizio sanitario nazionale e l’appropriatezza delle prestazioni, che sono un diritto garantito dalla Costituzione. Questi due punti sono fondamentali ma il nostro giudizio sulle manovre che si sono susseguite in relazione al Fondo sanitario nazionale e che non si consente di corrispondere pienamete a questi due obiettivi”. Errani ha aggiunto che “bisogna discutere di riorganizzazione, innovazione, responsabilità nell’assicurare il governo della spesa”.

Quanto ai Piani regionali sanitari di rientro dal debito “bisogna dare nuove regole”. “Siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Questo – ha osservato – é un lavoro che si fa insieme, i contraenti sono due e non ci possono essere soluzioni unilaterali. E servono investimenti, per rilanciare le innovazioni. Noi siamo pronti – ha concluso riferendosi alla stesura del Patto – i tempi devono essere il più possibile rapidi”.

Sì alla riorganizzazione ma senza “bisogni di tagli”, ha commentato il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, l’assessore del Veneto Luca Coletto. “In queste settimane ho trovato una grande collaborazione e senso di responsabilità da parte dei colleghi”, ha poi aggiunto Coletto.

Mentre sui ticket “dobbiamo capire quali intenzioni ha il governo – ha spiegato Errani – Vanno trovati strumenti intelligenti che vadano oltre la dichiarazione dei redditi e tengano presente il numero del nucleo familiare. Soprattutto non bisogna puntare a fare cassa ma assicurare appropriatezza ed equità”.