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La Sampdoria si riprende Marassi, ma i Garrone perdono la Sud: vittoria per 1 a 0 e contestazione

Genova. Era il primo novembre del 2011, ultima vittoria della Samp a Marassi contro il Crotone. La Samp cerca di sbloccarsi e lo deve fare senza Eder: il dolore alla caviglia ha avuto alla meglio.

Iachini presenta così Romero, Berardi, Rossini, Gastaldello e Lacko. A centrocampo confermati Obiang, Munari e Renan. Juan Antonio preferito a un acciaccato Foggia, punte il duo Pozzi-Bertani.

Il primo sussulto arriva al 5’: spunto di Bertani che perde palla al limite, poi tacco della punta per l’arrivo di Juan Antonio e tiro sopra la traversa. Un minuto e si replica, l’assist questa volta è per Pozzi che però non riesce a tirare in porta dal limite. Al 10’ campanello d’allarme: Cocco si libera al limite e tira, Romero para a terra.

Risponde un minuto dopo ancora Bertani: si libera di un uomo e poi incrocia di destro un pallone insidioso che sibila alla destra della porta bergamasca. La Samp manovra e sembra capace di accelerare nella trequarti avversaria. Troppi però i tocchi prima di arrivare al tiro.

La Samp aumenta i ritmi e nel giro di due minuti sfiora il gol in tre occasioni: prima Gastaldello di testa, poi Pozzi da calcio d’angolo ancora di testa, e infine lo stesso difensore centrale che da un mischione ha la palla giusta sul destro ma tira debolmente.

Ma quando l’AlbinoLeffe mette il naso di là è sempre pericoloso: al 20’ cross da calcio piazzato, colpo di testa e parata in tuffo di Romero. Al 23’ Romero respinge ancora un insidioso tiro dal limite.

Passano due minuti e Juan Antonio recupera palla, salta in contrasto due uomini, mette al centro e Pozzi tocca verso la porta. 1 a 0 e partita sbloccata. La Samp gioca bene, ma ogni volta che l’AlbinoLeffe riparte sono brividi: al 30’ miracolo di Romero su rasoiata da sinistra.
La limpida palla del raddoppio arriva al 33’ sui piedi di Munari che però a tu per tu con il portiere gli tira addosso. Al 38’, dopo un calcio d’angolo e l’ennesima mischia e Lacko a incrociare un gran tiro di sinistra. A lato. Si chiude il primo tempo con la Samp in crescita e che ha meritato il vantaggio.
A fine primo tempo un grande striscione con su scritto ‘Corda tesa e vergognose dichiarazioni – tutti fuori dai coglioni’ è comparso in Gradinata Sud al Ferraris. Gli ultras del gruppo Fedelissimi hanno contestato la società con cori contro il presidente Garrone e il suo vice Antonio Guastoni
Ricomincia il secondo tempo a formazioni invariate. Al 3’ è ancora Juan Antonio ad accendere Bertani, bel tiro a girare sul secondo palo, di poco alto. Al 7’ ancora Bertani ricorda fasti blucerchiati: palla spiovente sulla trequarti e tiro impossibile che per poco non entra in porta. Il ricordo va immediatamente al gol di Quagliarella al Bentegodi di Verona.
Dall’altra parte l’AlbinoLeffe rimane viva, collezionando calci d’angolo e creando qualche mischione insidioso. Al 20’ Iachini toglie Juan Antonio e inserisce Pasquale Foggia. Staffetta in salsa blucerchiata.
Un minuto più tardi bell’azione manovrata, Berardi-Bertani-Foggia appoggio all’accorrente Renan tiro insidiosissimo, ma parata di Offredi, miglior in campo dei suoi. Al 25’ bella discesa di Lacko, palla dietro per Bertani gran sinistro, palla sul fondo.
L’AlbinoLeffe è ancora vivo e sul capovolgimento Romero dice no ai bergamaschi. In ripartenza immediato contropiede del Samp, fallo su Obiang che stava lanciando Bertani, secondo cartellino per Luoni che viene espulso.
A quel punto la Samp prende sopravvento a centrocampo, manovra e verticalizza quando riesce: lancio di Obiang e ma Pozzi si fa parare l’occasione da Offredi, che dice di no all’attaccante blucerchiato pochi minuti dopo.
A otto minuti dalla fine esce Munari e entra Soriano.

A tempo scaduto altro contropiede per la Samp e traversa piena di Pozzi, che esce subito dopo per Kristicic. Applausi per lui. La partita finisce con la vittoria della Samp. Seconda consecutiva, tre punti a Marassi, cosa che non accadeva dal 1′ novembre. 278 minuti di imbattibilità per Romero, centrocampo che sta crescendo. Note liete.

La classifica però ancora davvero molto difficile.