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Il Genoa delle meraviglie svanito sul mercato: Boateng dietro Lavezzi, Milito e El Shaarawy

Genova. Amelia tra i pali, linea difensiva tutta italiana composta da Bocchetti, Ranocchia, Bonucci e Criscito, in mezzo al campo Thiago Motta a governare, fiancheggiato da Boateng e Konko, tridente d’eccezione composto da Lavezzi, Milito, El Sharawi.

Sarebbe stato questo il Genoa delle meraviglie se il Presidente Enrico Preziosi non avesse smantellato la squadra pezzo per pezzo, per ricomporla, ricostruirla, cambiarla, restaurarla e modificarla ancora. Certo, si obietterà, molte di queste operazioni sono quella che hanno permesso di far arrivare sotto la Nord gente come Sebastien Frey, Rodorigo Palacio e Alberto Gilardino (per quanto in realtà tutti e tre questi giocatori sono stati comprati sempre a costi ragionevoli se si considera il loro valore).

A dire il vero la nostra sarebbe stata un’operazione ancora più furbetta se avessimo integrato le cessioni eccellenti ai nuovi arrivi, cosa che abbiamo invece volutamente evitato di fare. La realtà è che, se si va ad analizzare nome per nome, in alcuni settori il Genoa è decisamente più forte (tra Frey e Amelia c’è un abisso, come tra Biondini e Konko e questa difesa da noi proposta, se si eccettua Criscito non è poi così eccezionale), altri giocatori quali Diego Milito e Thiago Motta sarebbe stato davvero difficile trattenerli a Genova (Motta, come noto, è andato via anche dall’Inter).

Il dubbio però è rispetto a due tipologie di giocatori: nella prima ci sono i ragazzi giovani che hanno fatto parte del vivaio rossoblù o comunque sono stati comprati per le giovanili e che sono stati fatti partire troppo presto senza mai aver potuto dare il giusto contributo alla società da cui sono stati formati (il riferimento è a giocatori come El Sharawy e Ranocchia, che ora rischiano anche di essere bruciati in palcoscenici troppo esigenti).

L’altra è il riferimento a giocatori sui cui le trattative non sono mai state troppo chiare o non sembra abbiano portato al Genoa contropartite tecniche o finanziarie adeguate. Lavezzi fu comprato dal Genoa, fece tre amichevoli estive, poi arrivò la sentenza che retrocesse i rossoblù in serie C e Lavezzi torno al San Lorenzo per la stessa cifra alla quale era stato comprato: 1 milioni di euro. Due anni dopo il Napoli lo prelevò spendendone 6: insomma qui la situazione è chiara, ma forse si poteva fare di più.

L’enigma rimane invece Boateng. Qui la situazione ha del meraviglioso: il Genoa lo compra a titolo definitivo nell’agosto del 2010, per 6 milioni di euro, poi lo cede in prestito al Milan che per la compartecipazione dà al Genoa 1 milioni di euro e la comproprietà di un giocatore primavera che fra l’altro rimase a Milano. Dopo un anno fu ceduto a titolo definitivo al Milan che sborsò altri 7 milioni. Insomma una operazione che ha portato 2 milioni nella casse rossoblù, ma zero dal punto di vista tecnico e dei risultati.

Ora la situazione è quella che dopo la molta e troppa tranquillità di queste settimane domenica il Genoa a Lecce, in caso di sconfitta, rischia di essere invischiato nella zona calda. A Lecce, il Milan andò sotto di tre gol e vince la partita con la tripletta di Kevin Prince Boateng. Si consolino i tifosi rossoblù, molto probabilmente domenica Boateng sarà ancora infortunato.