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Genova, poveri in aumento: la guida della Comunità di Sant’Egidio per aiutare i senzatetto

Genova. Anche quest’anno è pronta la guida pratica della Comunità di Sant’Egidio per l’assistenza ai senzatetto, quanto mai utile visto il continuo incremento delle persone in stato di indigenza. Quindici mense per un totale di quasi 600 posti a sedere, 13 centri dove dormire, 310 posti letto, 6 presidi pubblici o privati che erogano servizi doccia, 14 ambulatori privati, 22 centri di ascolto parrocchiali o vicariali, 50 centri gestiti da sindacati e associazioni, una novantina di parrocchie che distribuiscono vestiti e alimenti, 6 scuole di italiano per stranieri.

Sono alcuni dei numeri di ‘Genova 2012, dove mangiare, dormire, lavarsi’, la guida che da 16 anni la Comunità di Sant’Egidio distribuisce a persone senza fissa dimora, stranieri e famiglie in difficoltà.

“In questi anni la guida, che abbiamo stampato in 4.000 copie, è diventata un fondamentale punto di riferimento non solo per le persone che si trovano in condizione di povertà – ha sottolineato Gianni Carosio, della Comunità di Sant’Egidio – ma anche per gli operatori e le istituzioni. E’ divisa in 14 sezioni con molte notizie utili anche per i documenti, per le case popolari, per la residenza, per la pensione. Una guida con molte sfaccettature e, sicuramente, utile per molti”.

Oltre 17.500 pacchi alimentari e di vestiario distribuiti, 2.600 persone seguite dai nostri centri, contro le 1.600 del 2008, 1.000 nuove iscrizioni nel 2011 di cui il 10% è rappresentato da cittadini italiani, un migliaio le persone senza dimora a Genova (delle quali 250 che dormono per strada, 150 che hanno trovato rifugio in baracche o ruderi, 250 rom rumeni che vivono in oltre 20 luoghi che vanno dall’auto abbandonata al gruppo di baracche) e 310 persone ospitate nei diversi centri di accoglienza. Sono i dati che fotografano la povertà a Genova secondo la comunità di Sant’Egidio.

“Noi siamo di fronte ad una crisi che continua – ha sottolineato Giovanni Scala, responsabile servizio senza fissa dimora della Comunità di Sant’Egidio – e questo è visibile nei nostri centri dove, dal 2008 sono praticamente raddoppiate le richieste di assistenza. Nell’ultimo anno, in particolare, abbiamo visto una crescita di richieste da parte di cittadini italiani e, sopratutto di donne, che forse, risentono di più della responsabilità della famiglia”. Scala ha poi ribadito l’importanza della rete di solidarietà, che ha avuto forte visibilità nei momenti dell’emergenza (dall’alluvione al freddo) e che sta portando ad una forte sensibilizzazione dei cittadini più giovani.