Quantcast

Genoa, i dilemmi gattopardeschi di Preziosi: cambiare tutto per non cambiare niente

enrico preziosi - genoa

Genova.Da una trasferta infrasettimanale, in un campo ostico come quello di Bergamo, con una panchina cortissima e tra gli infortunati giocatori in forma come Alberto Gilardino, si poteva tornare con una sconfitta di misura, soprattutto per com’è maturata: serata noiosa, la traversa di Kucka e poi il guizzo di Marilungo.

Tutto accettabile dall’alto di una classifica solida. Ma questa sconfitta si va a sommare a tutte quelle patite ultimamente in trasferta. Ed è inoltre certo che il refrain del “siamo lontani dalle zone calde” non è accettabile: sia per le ambizioni di una piazza calda e sempre vicina alla squadra, sia perché – volente o nolente, bene o male – il presidente mette dentro questa squadra un sacco di soldi, avendo anche un monte ingaggi tra i più altri della serie A.

E’ inutile negarlo, dunque, che dopo il sonante 4 a 0 rifilato dal Catania (che fra l’altro è si una buona squadra ma non era data in gran spolvero) si impongono nuovamente le voglie di rifondazione. Quali saranno i livelli di questa rifondazione, dipenderà naturalmente da quello che accadrà da qui a Maggio: se Marino dovesse cominciare a fare un campionato di tutto rispetto anche in trasferta o addirittura a centrare l’Europa League (molto, molto lontana) ovviamente i discorsi saranno diversi.

Squadra: i nomi di Von Bergen (Cesena) e Chivu (in scadenza di contratto con l’Inter) sono quelli che già sembrano dati per scontato (anche se qualche riserva in più su Chivu sta emergendo, considerato che la difesa ha sì bisogno di rinforzi, ma forse necessita freschezza e vivacità. Non è un caso che il miglior difensore della stagione per ora è Granqvist). Il nome prestigioso per l’attacco (e qui naturalmente significherebbe l’uscita di Rodrigo Palacio) è quello di Robert Lewandowski, polacco di 24 anni, uno degli artefici dello vittoria in campionato del Borussia Dortumund l’anno passato. Anche qui però, la pista che porta a Lewandoski è quella di un ticket con i milanesi sponda rossonera, insomma a Tevez bloccato potrebbe essere un altro acquisto alla Boateng, del tipo “Chi lo ha visto?”.

Livello dirigenziale. Capozucca, dopo anni di fedeltà sembra molto vicino al Torino. Questione di stimoli, la motivazione. Qualche divergenza su qualche acquisto non così azzeccato, dicono altri. Potrebbe arrivare il dimissionario Sogliano, che ha chiuso la porta in faccia a Zamparini.

Allenatore. E sì, i sei punti in cinque partite, le reiterate sconfitte fuori casa, la difesa traballante, non lasciano fuori dai discorsi neanche Pasquale Marino. L’ultimo amore (condiviso a San Valentino con mezza serie A: ci pensano infatti il Napoli del post Malesani, la Lazio non dovesse arrivare Simeone, e anche Zamparini per il Palermo) si chiama Giuseppe Sannino, allenatore del Siena, ex allenatore del Varese: uno che sa far divertire ma che questo divertimento lo costruisce su una difesa blindata. E pensare che Alberto Malesani andò a Siena a rifilargli un 2 a 0 a domicilio.