Filiera corta e farmer market, proposta di legge regionale: le posizioni di Confesercenti Liguria - Genova 24
Economia

Filiera corta e farmer market, proposta di legge regionale: le posizioni di Confesercenti Liguria

andrea dameri (confesercenti)

Genova. Si è svolta lunedì presso la IV Commissione del Consiglio Regionale della Regione Liguria l’audizione delle Associazioni di categoria sulle proposte e i disegni di legge regionale in materia di farmer market.

“Confesercenti rappresenta le piccole, medie e micro imprese del commercio, dei servizi e del turismo della Liguria ed è evidente che qualsiasi provvedimento miri alla valorizzazione del territorio, quale asset fondamentale per la competitività delle nostre aziende, non può non trovarci favorevole. Paradigma imprescindibile della nostra attività è però il rispetto del principio della libera concorrenza, intesa come sistema di regole definito e uguali per tutti. Così come chiediamo nei confronti della Grande Distribuzione uno sviluppo equilibrato della rete, allo stesso modo diciamo in maniera chiara e netta che non può essere accetta alcun dispositivo che inserisca un indebito vantaggio competitivo nei confronti dell’una o dell’altra categoria e che soprattutto possa innescare una “guerra tra poveri”, come la riserva di posti sui mercati rionali”, spiegano Roberto Orengo, Direttore Confesercenti Liguria e Andrea Dameri, Coordinatore Regionale Fiesa (Federazione Italiana Esercenti specialisti dell’alimentazione).

“Poiché il tema è quello della valorizzazione del territorio e poiché la GDO controlla in Italia e in Liguria oltre il 70% della distribuzione dei prodotti alimentari, bisogna inoltre considerare che i veri partner per i produttori non possono che essere i dettaglianti e i ristoratori: la frutta importata dall’estero non arriva certamente per il fruttivendolo sottocasa, ma per le logiche della Grande Distribuzione. Ne consegue che l’accorciamento della filiera, il sistema premiale, l’uso di marchi di qualità, ecc… deve essere rivolto principalmente al mondo del dettaglio alimentare, così come della ristorazione dei pubblici esercizi e non della ristorazione collettiva. Ad ulteriore supporto di quanto affermato vanno anche considerati i volumi e la limitata gamma di prodotti dell’agricoltura ligure e quindi le necessità di approvvigionamento che essi possono effettivamente soddisfare”.

“Da ultimo, nell’ambito della filiera alimentare, così come in altri settori (per es. turismo), sono molti gli enti e i soggetti privati coinvolti, da questo punto di vista un ruolo di coordinamento complessivo dei programmi e delle risorse, molti dei quali già in essere, da parte della Regione Liguria potrebbe essere un decisivo passo nella valorizzazione del lavoro svolto (ad es. il progetto Genova Gourmet della Camera di Commercio di Genova), nella razionalizzazione delle risorse e nell’implementazione dei progetti”.