Don Seppia, Cassazione: "Pericolo di recidiva, carcere misura più adeguata" - Genova 24
Cronaca

Don Seppia, Cassazione: “Pericolo di recidiva, carcere misura più adeguata”

Aula di tribunale

Don Riccardo Seppia in carcere con l’accusa di tentata violenza sessuale nei confronti di minorenni della parrocchia, ha una “spiccata e perversa inclinazione” tale da rendere la custodia in carcere l’unica misura applicabile. Lo ha stabilito la quarta sezione penale della Cassazione nel respingere il ricorso di Don Seppia contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Genova che, nel giugno 2011, aveva considerato legittima la custodia in carcere nei confronti del sacerdote.

In particolare, la Suprema Corte nelle motivazioni contenute nella sentenza 7772, ha evidenziato che il Tribunale “ha approfonditamente evidenziato la sussistenza di un pericolo di recidiva particolarmente elevato in special modo in ordine ai reati a connotazione sessuale alla stregua della spiccata e perversa inclinazione del Seppia a rivolgere le proprie attenzioni omosessuali pedofile nei confronti di giovanissimi frequentatori della parrocchia, come anche ammesso dallo stesso indagato o comunque di bambini anche 12enni”.

Ecco perche’, secondo la Cassazione il Tribunale in maniera “logica” ha valutato “inadeguata qualsivoglia misura cautelare la cui osservanza risulti rimessa all’esclusiva volonta’ dello stesso indagato”. In definitiva, spiega la Cassazione che la custodia in carcere per Don Seppia “è la misura più adeguata a impedire la prosecuzione dell’attività criminosa”.