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Politica

Comunali Genova, Doria: “La coalizione lavorerà unita, ma la Gronda è ancora una partita aperta”

Genova. Il candidato sindaco del centrosinistra, Marco Doria, in questi giorni sta incontrando tutte le forze politiche che fanno parte della sua coalizione, tra cui anche il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. “L’incontro con l’onorevole Di Pietro è stato costruttivo e si è partiti dall’idea che esiste una coalizione del centrosinistra, della quale sono candidato sindaco, di cui l’Italia dei Valori fa parte insieme ad altre forze – dichiara Doria – abbiamo deciso di lavora insieme per presentare un progetto di governo della città per 5 anni”.

La settimana scorsa il candidato sindaco del centrosinistra ha incontrato non solo di Pietro, ma anche il Pd, Sel e Fds. “Continuo ad avere incontri con le formazioni minori della coalizione – spiega – Il fatto che siano minori da un punto di vista numerico non significa che abbiano meno rispetto da parte mia”.

Un progetto condiviso, quindi, che si basa su alcuni punti focali. “Ci presentiamo con un progetto che abbia i valori di fondo del centrosinistra, ovvero quelli che uniscono tutte le formazioni – prosegue – Innanzitutto dobbiamo dare sviluppo alla città, che da un po’ di tempo è ripiegata su stessa, nonostante iniziative e progetti importanti siano stati portati a compimento. Per fare qualche esempio pratico, penso alla realizzazione del progetto degli Erzelli e ai lavori per il nodo ferroviario di Genova. In tutte le coalizioni esistono posizioni diverse su alcuni punti specifici, basti pensare che siamo stati governati da un Governo con non era neppure d’accordo sull’unità d’Italia. La nostra coalizione, invece, avrà la capacità di valorizzare i denominatori comuni che ci sono”.

Sull’esistenza di possibili paletti, ad esempio quello sulla Gronda e su altre infrastrutture, di cui l’Italia dei Valori aveva parlato, Doria è molto chiaro. “Lo spirito dell’incontro con l’onorevole Di Pietro è stato proprio quello di dire che non si mettono paletti tra chi deve governare insieme la città. Nessuna forza vuole fare del male alla coalizione – dichiara – Ci sono un sacco di punti che saranno condivisi e altre questioni da approfondire. Ad esempio la Gronda, nel momento in cui il ministero dell’Ambiente sottopone il progetto a una serie di osservazioni, addirittura preliminari alla valutazione di impatto ambientale, è chiaro che ci sia una partita tutta aperta. Sarebbe da irresponsabili non giudicarla. Abbiamo a che fare con problemi prioritari che affronteremo con cognizione delle cose”.

Nelle scorse settimane, poi, un altro argomento è stato al centro del panorama politico genovese; quello delle poltrone in Comune. “Non abbiamo mai affrontato con nessuno un discorso di poltrone, tanto è vero che io ho letto articoli in cui si facevano nomi di persone di cui ignoravo addirittura l’esistenza – spiega – il folto gruppo di persone che mi dà una mano non lo fa per avere un assessorato, ma perché ha competenze e con loro continuerò a lavorare per 5 anni. Altro il discorso vale per gli assessori, che si sapranno solo dopo le elezioni”.

Sul tema del peso politico della Chiesa nella città, Doria ha dichiarato. “Ho profondo rispetto per la Chiesa e per chi si riconosce in comunità ecclesiale – dichiara – trovo assurdo riproporre contrapposizioni alla Don Camillo e Peppone nell’Italia del 2012”.

Non poteva mancare infine un accenno agli antagonisti. “Musso lo conosco, gli altri no, ma aspetto di vedere chi saranno. Voglio sottolineare che io mi sono sottoposto a una valutazione democratica che ha visto al voto 25 mila genovesi, ma non è mio costume dire cosa ne penso degli altri – conclude – io farò la mia compagna elettorale e non mi porrò come l’antagonista di nessuno”.