Chiavari, bacino dell'Entella: industriali, ambientalisti e professori a confronto - Genova 24

Chiavari, bacino dell’Entella: industriali, ambientalisti e professori a confronto

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Chiavari. La piana del fiume Entella è ancora una volta al centro dell’attenzione delle associazioni ambientaliste locali, che per sabato prossimo, alle 15 presso la Sala Ghio-Schiffini della società Economica di Chiavari, hanno organizzato il convegno “Piano d’azione per il bacino dell’Entella”, anticipato da una conferenza stampa che ne spiegherà significato e importanza.

All’evento interverranno Giorgio Zampetti (Legambiente); Diego Moreno (Università di Genova); Cristina Calvi (Provincia di Alessandria). Sono inoltre previsti contributi di: Guido Campodonico (architetto Ofu); Franca Garbarino (Associazione industriali); Marco Bertani (Confederazione italiana agricoltori); Marcello Mirenda (Liguria biologica); Anna Castellano (Italia Nostra); Elena Rizzi (Cooperativa Terra-Mare); Claudia Vaccarezza (geografa); Massimo Quaini (Università di Genova). Modererà il giornalista Sandro Sansò. Il convegno è promosso da Il Bandolo, Legambiente, Articolo 9.

Un tema molto caldo quello dell’Entella, sempre sotto la lente d’ingrandimento di chi teme una possibile e forte deturpazione del paesaggio. Non a caso, durante lo scorso dicembre, Italia Nostra aveva chiesto il vincolo paesistico per il valore paesistico, agrario, storico e naturalistico di tutta la zona.

“La piana dell’Entella è una delle poche pianure alluvionali della Liguria, e nel tratto citato ha conservato la sua fisionomia agraria formatasi dal 1600 (e molto prima) ad oggi, in cui sono leggibili le antiche divisioni e l’impianto degli orti, la rete dei canali (beudi) per l’irrigazione, e sono state tramandate varietà tradizionali di ortaggi – ha spiegato Anna Maria Castellano, presidente Italia Nostra Tigullio – La presenza di orti, e l’ambiente fluviale (SIC e oasi faunistica) creano condizioni per dare rifugio a molte specie vegetali e animali, soprattutto dell’avifauna stanziale e migratoria. Sono presenti importanti monumenti di importanza storica, oltre al segiun, nell’area e negli immediati dintorni”.