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Cronaca

“Caro sindaco salva i ciclisti”: l’appello per la sicurezza stradale riparte dal web

La seconda Critical Mass Digitale è partita proprio oggi, nel giorno in cui un ciclista è stato investito a Cicagna, e ricoverato poi in prognosi riservata al San Martino di Genova.

Alle 12 di oggi, decine di blogger ciclisti hanno pubblicato un appello rivolto a tutti i sindaci della città italiane: “Caro sindaco, #salvaiciclisti”, una delle parole chiave (hashtag) più cercate e usate su Twitter dall’8 febbraio scorso, quando un gruppo di 34 blogger ciclisti rilanciò in Italia il manifesto del “Times” di Londra per “Salvare i nostri ciclisti”.

Dal web al senato il passo è stato fatto: il 17 febbraio un ddl trasversale è stato presentato a Palazzo Madama. Tra i punti salienti l’abbassamento del limite nelle zone residenziali sprovviste di piste ciclabili e la destinazione del 2% del budget delle società dei gestori stradali e autostradali per la realizzazione di percorsi riservati alle biciclette.

Negli ultimi 10 anni, ben 2.556 ciclisti hanno perso la vita sulle strade italiane.
“In questi i giorni il Parlamento sta facendo la propria parte ed una proposta di legge sottoscritta da (quasi) tutte le forze politiche è pronta per la presentazione alla Camera e al Senato. Senza il suo preziosissimo contributo di amministratore locale, però, anche la migliore delle leggi rischia di restare lettera morta ed è per questo che siamo a chiedere la sua adesione alla campagna #salvaiciclisti per il miglioramento della sicurezza dei ciclisti nella sua città”, scrivono i blogger che hanno lanciato l’iniziativa.

Aderendo a #salvaiciclisti il sindaco si impegnerà quindi a: Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale;Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali; Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili); Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle “Zone 30″ e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti; Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan; Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali; Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell’arte nel proprio comune di competenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell’anno appena trascorso e gli obiettivi futuri; Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista; Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza; Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città.

Su Twitter gli aderenti alla campagna stanno chiamando in causa i sindaci di tutta Italia. Dalla Spezia a Roma, passando per Aosta, la domanda nei 139 caratteri è sempre la stessa: Caro sindaco cosa fa per i ciclisti? E se Giuliano Pisapia, primo cittadino milanese e Nicola Zingaretti presidente della Provincia di Roma, hanno twittato la propria adesione, da Genova, per ora, tutto tace.

Chi volesse contribuire alla campagna può condividere la lettera attraverso Facebook, blog, siti, Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail al sindaco della propria città e ai sindaci delle città capoluogo di regione.