Cronaca

Borghetto, l’ultimo saluto a Gianni Ghibaudi: domani mattina i funerali

Borghetto S.S.. Si svolgeranno domani mattina, alle 10, nella parrocchia di San Matteo a Borghetto, i funerali di Gianni Ghibaudi, il pilota d’aereo ed ex comandante della Marina Militare scomparso a 46 anni in un tragico incidente stradale all’alba di lunedì mattina sulla A26, al chilometro 9, poco dopo Ovada. Al funerale sono attese tantissime persone da tutta Italia, ma anche dall’estero dove Ghibaudi era molto conosciuto ed aveva tanti amici.

Secondo la ricostruzione della polizia stradale, che non sembra avere dubbi sulla dinamica dello schianto, il pilota stava viaggiando sull’A26 in direzione Genova al volante di una Fiat Stilo, quando all’improvviso, dopo l’uscita di una galleria, la vettura ha sbandato andando a finire prima contro il guard-rail di destra e poi quello di sinistra. Ghibaudi è morto quasi sul colpo a causa del violento impatto. Sull’asfalto gli agenti non hanno rilevato la presenza di ghiaccio e quindi potrebbe essere stato un colpo di sonno oppure un malore a far perdere il controllo del mezzo al quarantaseienne.

Intanto su Facebook continua la pioggia di messaggi per ricordare Ghibaudi che da tutti è definito un “mito” e una brava persona. In molti lo salutano dicendogli semplicemente: “Ciao comandante”, increduli di fronte ad una tragedia che blocca ogni possibile parola o commento per dare una spiegazione all’accaduto. “Se potessi fermare il tempo lo farei ma non posso, ciao Gianni riposa in pace” scrive Lucia. E ancora “Addio Gianni, continuerai a volare nei nostri cieli” scrive Cristiano.

Ghibaudi era nato a Torino e residente a Borghetto Santo Spirito, aveva studiato presso l’Accademia Navale di Livorno ed era stato comandante della Marina Militare dall”87 al 2004: a partire da marzo 2004 aveva lavorato come pilota presso la compagnia aerea Alitalia. Di recente aveva ripreso a volare con una compagnia albanese. Il pilota era molto noto negli ambienti della Movida rivierasca, soprattutto nella compagnia che si fa chiamare “cani sciolti”.

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