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Beni confiscati alle mafie, Libera: “La Liguria è una delle regioni con la più bassa percentuale”

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Genova. Nel dossier sui beni confiscati alle mafie, redatto dall’associazione Libera, e presentato oggi in occasione della presentazione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, la Liguria è risultata una delle regioni italiane con il numero più basso di beni confiscati: sono solo 32 a fronte delle migliaia di Sicilia, Calabria e Campania, e delle centinaia di Lazio e Lombardia, nonostante la regione sia stata indicata come frontiera importante per la ‘ndrangheta’.

Tra i beni confiscati sul territorio ligure, da Sanremo a Bordighera, ci sono nove immobili in gestione, 22 immobili consegnati e uno uscito dalla gestione. Come sottolineato nel dossier, inoltre, “in Liguria le organizzazioni mafiose sono più orientate alla conquista dei mercati e dei riferimenti logico-strategici per la gestione dei traffici illeciti, piuttosto che ad ottenere un diretto ed immediato controllo del territorio”.

Secondo la mappa di Libera, a La Spezia è presente Cosa nostra, soprattutto tra gli imprenditori che operano nei cantieri navali, mentre nel Ponente e a Genova si è radicata la ‘ndrangheta attraverso attività illecite come il riciclaggio, ma anche lo smaltimento rifiuti e il commercio. La Camorra, infine, agisce soprattutto a La Spezia, dove gestisce il gioco d’azzardo all’interno di bische clandestine e la proprietà delle apparecchiature video-poker da installare negli esercizi pubblici.