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Anoressia, Della Bianca su caso Garritano: “La Liguria s’impegni per combattare i disturbi alimentari”

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Regione. “Lo scorso anno, in occasione della gionata dell’anoressia, consiglieri di maggioranza e opposizione, indossammo un fiocco lilla per sottolineare l’impegno contro i disturbi alimentari. Ma cosa è stata, una carnevalata? Occorre passare dalle parole ai fatti”. Lo afferma la consigliera regionale Pdl, Raffaella Della Bianca partendo dalla notizia della ballerina della Scala licenziata per aver denunciato casi di anoressia fra le sue colleghe. “La Regione Liguria non può rimanere indifferente. Martedì chiederò di votare un ordine del giorno affinché le Istituzioni intervengano”.

Raffaella Della Bianca, consigliere regionale ligure del Pdl, ritiene di primaria importanza intervenire sulla prevenzione di una malattia sempre più dilagante.
“E’ scandaloso il silenzio da parte di tutte le Istituzioni di fronte al caso della ballerina della Scala”, accusa la Della Bianca.

“Durante la prossima seduta consiliare – continua – chiederò che venga votato un ordine del giorno che impegni la Regione Liguria, a combattere il sempre più dilagante problema legato ai disturbi alimentari. Non si possono spendere milioni di euro per la sanità e trascurare un problema di così rilevante portata”.

“Non è passato neppure un anno da quando, in Commissione Sanità, ascoltammo la toccante testimonianza di un padre che aveva perso la figlia a causa dell’anoressia – racconta la consigliera -. In occasione della giornata sui disturbi alimentari, decidemmo di indossare in consiglio regionale un fiocco lilla, simbolo dell’impegno contro l’anoressia e la bulimia. Purtroppo però, a quell’importante gesto, non seguì nulla”.

“Bisogna fare prevenzione – tuona la Della Bianca -. Purtroppo nella nostra Regione mancano strutture, centri di cura e soprattutto manca l’informazione. Quando si parla di ‘disturbo alimentare’ dobbiamo pensare ad una vera e propria malattia che si riscontra sempre più frequentemente in ragazze giovani ma non solo. E’ un male di vivere che va combattuto privatamente, all’interno delle famiglie, ma anche pubblicamente. Cerchiamo quindi, anche attraverso le Istituzioni, di fare in modo che i problemi legati ai disturbi alimentari non vengano trascurati. Non permettiamo che cali il sipario su una questione così delicata che troppo spesso rimane nascosta”.