Alluvioni Genova, Provincia: "Uniti nella ricerca fondi per lo scolmatore del Bisagno, un'opera fondamentale e già progettata" - Genova 24

Alluvioni Genova, Provincia: “Uniti nella ricerca fondi per lo scolmatore del Bisagno, un’opera fondamentale e già progettata”

Alluvione Genova il day after

Genova. “Sullo scolmatore del Bisagno è indispensabile e urgente agire tutti uniti e compatti, enti locali e rappresentanti del territorio nelle istituzioni, dal parlamento al governo all’Europa”. Con queste parole Alessandro Repetto presidente della Giunta provinciale, e l’assessore Paolo Perfigli, hanno sollecitato questa mattina, di fronte al consiglio provinciale, come già venerdì scorso con i parlamentari eletti in Liguria, la necessità di fare lobbing territoriale per passare dalla fase progettuale, già conclusa, ai cantieri dell’opera che salverebbe mezza Genova dalle devastanti conseguenze delle piene del Bisagno e dei sui affluenti Fereggiano, Noce e Rovare.

“Finalmente, nell’attuale quadro del bilancio dello Stato – ha detto Repetto ai consiglieri, prima di una breve presentazione del progetto fatta dai tecnici provinciali – potrebbe esserci la possibilità di attingere a delle risorse finanziare per quest’opera fondamentale, e i rappresentanti del territorio a ogni livello devono muoversi compatti nella stessa direzione per ottenerli, in modo da consegnare a chi verrà dopo di noi un’opera non più solo disegnata sulla carta, ma finanziata”.

L’importo totale è di 120 milioni di euro, ovvero circa la metà dei 230 milioni complessivi previsti per la totalità delle opere di messa in sicurezza del bacino del torrente, inserite nel piano di bacino redatto a partire dal 1994 dalla Provincia: l’altra metà è per il rifacimento, già iniziato e a buon punto di realizzazione, della copertura nella parte bassa del corso d’acqua, dalla stazione ferroviaria di Genova Brignole alla Foce.

Lo scolmatore, ovvero una galleria di circa 6 chilometri dalla Sciorba a corso Italia, in grado di captare le acque di piena dei rii Fereggiano, Noce e Rovare, è un’opera interamente progettata dalla Provincia, da non confondere con il vecchio e ormai abbandonato ‘deviatore del Fereggiano’ progettato del Comune nei primi anni ’90 e strutturalmente diverso (la galleria aveva un tracciato più breve e una sezione più piccola, e captava appunto solo le acque del Fereggiano). Dopo una fase progettuale iniziata nel 1999 col progetto preliminare e proseguita nel 2002 col progetto definitivo, nel dicembre 2007 lo scolmatore ha ricevuto anche il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ed è quindi eseguibile.

Tuttavia, nonostante l’opera sia inserita fin dall’alluvione del 1970 fra le priorità nazionali, da finanziarsi quindi con fondi dello Stato, dal 2008, quando finalmente il suo progetto è diventato eseguibile, sono sempre mancate le risorse nazionali o europee per realizzarla. La Provincia ha comunque mantenuto lo scolmatore nelle linee programmatiche d’indirizzo dell’ente. Solo ora, nella recentissima evoluzione delle normative finanziarie nazionali dal decreto Salvaitalia, potrebbero aprirsi spazi per il finanziamento, ma per ottenerlo è necessaria appunto la massima compattezza di tutti i rappresentanti politici del territorio, a ogni livello.

Va tenuto presente, hanno ricordato i tecnici della Provincia nel presentare il progetto, che a fronte di un investimento di 120 milioni di euro, che porterà in 10 anni alla realizzazione dello
scolmatore, lo Stato risparmierebbe gli enormi danni provocati dalle alluvioni, che nell’ultimo caso (novembre 2011) sono stati quantificati in circa 600 milioni, ovvero 6 volte tanto.

La galleria dello scolmatore, con un diametro di 9,5 metri, sarà collegata ad altre tre gallerie di captazione rispettivamente per le piene del Fereggiano (capace di convogliare fino a 80 metri cubi d’acqua al secondo nelle vasche di dissipazione che ne riducono al minimo l’energia), del Noce (23 metri cubi al secondo) e del Rovare (26 metri cubi al secondo) per abbassare dagli attuali 20-25 anni a 200 il tempo di ritorno delle alluvioni.

La realizzazione dello sbocco a mare dello scolmatore, nella zona di corso Italia fra i Bagni Benvenuto e la Marinetta prevede anche interventi integrati di riqualificazione e sistemazione della costa per mantenerne e valorizzarne le attività balneari e nautiche. Nella stessa zona sarà utilizzato come galleria di servizio per il cantiere e poi d’ispezione anche il tratto di tunnel già scavato nel vecchio progetto comunale degli anni Novanta del deviatore del Fereggiano.

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