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Turismo religioso, flussi in crescita: il Cammino di Santa Limbania nella nuova cartina della Provincia di Genova

anna dagnino

Genova. Il Cammino di Santa Limbania con la Madonna della Guardia, l’abbazia di San Fruttuoso di Camogli, il santuario di Montallegro a Rapallo, quello del Bambin Gesù di Praga ad Arenzano. Sono molte le mete della devozione e del turismo religioso alle quali èdedicata la cartina ‘I luoghi del sacro’ della Provincia di Genova, presentata oggi dall’assessora al turismo Anna Dagnino a Rocca Grimalda, comune alessandrino dove il santuario di Santa Limbania (divenuta protettrice dei viaggiatori, dei mercanti e dei carrettieri e che nel XIII secolo, per consacrare la propria vita a Dio fuggì da Cipro a Genova, dove si fece monaca nel convento di San Tommaso) domina la valle.

La pubblicazione della Provincia di Genova, che si inserisce nella serie di cartine tematiche del suo assessorato al turismo (con quelle già pubblicate dedicate al diving, alle dimore storiche delle grandi famiglie nobiliari e ai percorsi della Resistenza) è stata realizzata per promuovere gli itinerari religiosi e le principali mete di pellegrinaggio sul territorio, con speciali approfondimenti su ‘Le Casacce’, ‘gli ex voto’, ‘l’architettura barocca in provincia di Genova’ e ‘il Cammino di Santa Limbania’ che collega i territori provinciali genovese e alessandrino e si snoda in particolare tra Voltri (dove sorge una suggestiva chiesetta con l’effige della santa) e Rocca Grimalda, seguendo le antiche mulattiere percorse nei secoli dai pellegrini che, secondo la tradizione, viaggiavano sotto la protezione di Santa Limbania. Un percorso di fede e fatica riscoperto negli ultimi anni anche in chiave escursionistica e ben descritto – anche nell’alternativa carrabile – nella nuova cartina I Luoghi del Sacro.

“Il territorio della Provincia di Genova – dice Anna Dagnino – offre al visitatore anche molte possibilità di scoperta e di approfondimento dei valori della spiritualità, legati sia alla cultura contadina che a quella marinaresca della sua gente, con spunti per singole mete di pellegrinaggio e itinerari suggestivi attraverso le vallate e la costa, dove caratteristici borghi custodiscono santuari e abbazie, basiliche e antiche pievi a testimonianza della devozione degli abitanti”.

La pubblicazione è stata realizzata con la preziosa e qualificata collaborazione dell’ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Genova, guidato da Grazia di Natale che ha realizzato i testi e ha contribuito considerevolmente ad arricchire la galleria fotografica di immagini che – insieme a quelle pubblicate sulla cartina – nel progetto di promozione del territorio sul turismo religioso verranno inserite sulla specifica sezione del portale turistico della Provincia di Genova.

La nuova cartina valorizza in particolare le tradizioni religiose legate agli usi e alla quotidianità popolare del territorio genovese: raccolte di ex voto, processioni delle Casacce, la profonda e diffusa devozione nei confronti della Madonna in tante testimonianze sul territorio in cui i percorsi coniugano alla devozione le bellezze naturali, la cultura e l’arte. Entro i primi mesi del 2012 la cartina verrà distribuita attraverso la rete degli IAT della Provincia e inviata ai principali operatori turistici italiani specializzati nei viaggi religiosi ed è già iniziata anche la sua presentazione alle principali diocesi del nord e del centro Italia.

Il turismo religioso ha flussi in continua crescita, come è stato evidenziato anche nell’ultima edizione della borsa del turismo religioso di Bergamo ‘Il Cammino dello spirito’, a cui l’assessorato al turismo della Provincia di Genova ha partecipato con un proprio stand personalizzato, così come alla Borsa dei Percorsi devozionali e culturali di Oropa nel giugno scorso. I flussi annuali di questo settore (che vale in Italia circa 3,3 miliardi di euro all’anno) vengono stimato attorno ai 14 milioni di pellegrini e altri 21 milioni di persone viaggiano per motivi culturali e scelgono per le loro vacanze di soggiornare in monasteri, eremi, case di accoglienza nonché di visitare musei, santuari e conventi.