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Cronaca

Tragedia Concordia, i passi da fare per risarcimenti e rimborsi: lettera della Costa ai viaggiatori liguri

“Desideriamo esprimerle il nostro più profondo dolore per il terribile incidente sulla Costa Concordia e scusarci per tutte le sofferenze ed i disagi che Lei ha subito durante questa traumatica esperienza. Inoltre Costa Crociere vuole manifestarLe tutta la sua vicinanza per l’esperienza vissuta, anche se siamo consapevoli di quanto sia difficile superare sentimenti come quelli emersi a causa di questo evento”.

Comincia così la lettera inviata ai passeggeri della tragica crociera finita nel gelo notturno delle acque del Giglio. E’ firmata Norbert Stiekema, executive vice president Sales & Marketing della compagnia di navigazione, e contiene le indicazioni utili per chiedere i rimborsi.

I viaggiatori liguri che hanno vissuto i terribili momenti nel Tirreno si stanno muovendo per le pratiche, non solo per il rimborso tramite agenzia di viaggio, ma anche per il risarcimento dei danni. In quest’ultimo senso si possono ipotizzare sino a 2700 euro per ciascun bagaglio a mano perso o distrutto e 4000 per le altre valige imbarcate, stando alla convenzione (la carta di Atene) adottata dall’Ue sul trasporto via mare di passeggeri e dei loro bagagli. C’è chi si rivolge al proprio legale di fiducia, chi ne cerca uno specializzato e chi si affida a società del settore.

“Le cifre sono stimate in base al valore di una valuta ‘convenzionale’ adottata dal Fondo Monetario Internazionale e utilizzata anche come unità di conto per il risarcimento dei danni da trasporto aereo e marittimo; emergono così i primi tetti massimi di risarcimento applicabili al caso della Concordia – spiega Bruno Marusso di Giesse, società che opera nel risarcimento danni, con ufficio anche a Savona – Per quanto riguarda eventuali gioielli o preziosi andati persi nel corso del naufragio, la carta di Atene non ritiene invece ‘il vettore responsabile in caso di perdita o danni riguardanti denaro contante, titoli negoziabili, oro, argento, gioielli, preziosi, opere d’arte o altri oggetti di valore, salvo che tali oggetti siano stati depositati presso il vettore e che questi abbia convenuto di custodirli in luogo sicuro'”.

“In altre parole – specifica il referente di Giesse – o i preziosi sono stati chiusi in cassetta di sicurezza, o il loro valore non è dimostrabile e non potrà dunque essere rimborsato salvo eventuali assicurazioni o diverse coperture stipulate ad hoc. Per quanto riguarda i beni regolarmente affidati in sicurezza, inoltre, la carta di Atene limita a circa 4.050 euro il relativo rimborso, salvo anche in questo vaso eventuali altre assicurazioni”.

Questi alcuni passi da fare in vista dei risarcimenti e rimborsi: fare un elenco di tutti i beni che ogni passeggero ha portato a bordo (e relativo valore allegando documentazione probatoria per quanto possibile), del numero di bagagli consegnati all’arrivo (indicare se sono stati pesati); raccogliere tutte le documentazioni di viaggio a disposizione (comprese email con tour operator o con Costa Crociere e tutte le ricevute relative all’acquisto del viaggio); tenere copia di tutta la documentazione medica relative a spese/cure già sostenute e da affrontare; raccogliere filmati; redigere testimonianze scritte; descrizione delle conseguenze del naufragio su attività lavorative e, per i bambini, scolastiche (se hanno subìto ritardi nel riprendere l’attività lavorativa o la scuola); i caso di perdita di congiunti nell’incidente, fornire indicazione su quando e da chi ne è stata appresa notizia.

Tornando alle comunicazioni ufficiali di Costa Crociere destinate ai passeggeri del naufragio, la compagnia ha chiesto agli interessati di compilare un modulo indicando gli oggetti presenti nelle cassette di sicurezza in nave, nonché le spese mediche e di trasporto affrontate. Per i bagagli e altri effetti personali, il gruppo contatterà direttamente.

Chi ha ricevuto lesioni documentate, intanto, sporge querela entro 90 giorni (alcuni l’hanno già depositata alla Procura di Grosseto). Il tetto massimo di risarcimento in caso di morte è di circa 480 mila euro. Quanto al danno morale, le associazioni dei consumatori hanno stimato dai 15 ai 20 mila euro a passeggero (circa 10/15 volte il prezzo del biglietto).

Oltre al rimborso tramite agenzia di viaggio del costo della crociera “Profumo d’Agrumi”, Costa dettaglia nella missiva: “Sarà nostra cura rimborsarle sia le eventuali spese di trasporto sostenute per raggiungere il porto d’imbarco, sia quelle per rientrare a casa, qualora non avesse usufruito di un nostro trasferimento. Le chiediamo quindi di inviarci copia dei documenti attestanti tali spese. Le spese da lei sostenute a bordo saranno azzerate. Pertanto nulla le verrà addebitato sulla sua carta di credito ed eventuali depositi in contanti le saranno restituiti”.

“Nel caso avesse dovuto usufruire di cure mediche a pagamento, Costa Crociere desidera prendersi carico dei relativi costi. La preghiamo di inviarci le ricevute o la documentazione attestante tali spese – si legge infine – Quanto agli oggetti contenuti nelle cassette di sicurezza provvederemo a restituirglieli non appena recupereremo le cassette stesse. In ogni caso la preghiamo di compilare il modulo allegato, dando una descrizione accurata degli oggetti presenti nelle cassette di sicurezza, nonché delle spese mediche e di trasporto”.