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Cronaca

Sciopero Amt, tavolo di crisi a rischio impasse: non c’è accordo con i sindacati

Regione. In via Fieschi il tavolo di crisi è diventato presto un muro contro muro. Da una parte i sindacati chiedono nero su bianco la firma su un protocollo di intesa che fissi “entro una data certa le risorse necessarie per far funzionare gli attuali volumi di servizio, e modificare la legge regionale sul Tpl n.31/98 senza penalizzare però i lavoratori”, con la clausola che in caso da Roma non arrivassero tutti i fondi necessari, siano proprio il Comune ma soprattutto la Regione, a mettere la cifra mancante. Dall’altra il Governatore Burlando che si rifiuta di firmare quello che al momento appare come un assegno in bianco con, a suo dire, un possibile effetto boomerang.

“Se vado a Roma con un documento firmato in cui mi impegno a mettere i soldi che mancano – è il pensiero di Burlando – il Governo potrebbe sentirsi manlevato e potremmo rimanere tutti fregati”. Il contrattacco sindacale, però, non concede appigli: “Noi da qui non ci muoviamo, non stiamo scherzando” ha ripetuto Andrea Gatto, Faisa Cisal.

Marta Vincenzi dal canto suo ha provato a spingere la ripresa della trattativa promettendo di garantire una quota dell’Imu per il trasporto pubblico locale, ma qualcuno ha bollato la proposta come inutile panacea dal momento che parte della nuova tassa andrà comunque girata allo Stato.

L’impasse sembra totale, anche se con l’arte mediatoria che da sempre lo distingue, Burlando proverà a strappare fino all’ultimo una tregua ai sindacati: “Aspettiamo fino al 26 gennaio, quando la conferenza Stato Regioni confermerà il fondo da 1,6 miliardi per il comparto e dividerà i finanziamenti per ciascuna regione, poi a quel punto lavoriamo insieme su quello che manca”, è la proposta del governatore che non vuole assolutamente scendere a Roma indebolito ma al contrario in posizione forte.