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Sampdoria 2011, abc: Rivoluzione, Sensibilie e Trattative

Scooterata tifosi sampdoria per la Serie A

R come rivoluzione. Ce ne sono state tante nel corso delle vicende umane. Qualcuna è stata sanguinosa, in altre non si è alzata neppure la voce. In comune tutte hanno la motivazione (cambiare radicalmente lo stato delle cose esistente) e la speranza (di dare il via ad un mondo migliore). La rivoluzione di Pasquale Sensibile certo difficilmente passerà alla storia, ma sicuramente sarà importante per i tifosi della Samp. Il popolo blucerchiato l’aspetta impaziente (ed aspetta al varco anche società e direttore sportivo) proprio perchè è diviso tra insoddisfazione verso il presente ed attesa speranzosa per il futuro.

Insomma, Sensibile ha promesso un cambiamento epocale (questo significa rivoluzione) e tutti vogliono vedere se saprà mantenere la parola data. Infine una piccola considerazione che riguarda l’eterogenesi dei fini, parola difficile che significa “non tutte le ciambelle riescono col buco”. Infatti le rivoluzioni possono avere sviluppi inattesi, anche per chi le scatena. Prendete Roberspierre. Voleva salvare la Rivoluzione francese a colpi di lama affilata, terminò la sua breve carriera politica in ginocchio, nell’attesa che la ghigliottina calasse sul suo collo. Pasquale Sensibile, che in questi giorni promette di sfoltire la rosa doriana a colpi di machete, sicuramente starà facendo gli scongiuri.

S come Sensibile, appunto l’uomo delle trattative (vedi sotto) e l’uomo della rivoluzione (vedi sopra). E’ arrivato con alle spalle un soprendente campionato con il Novara che ora gioca in seria A e nessuno, in partenza avrebbe scommesso una lira. Un miracolo, quello piemontese, cominciato dalle serie inferiori, culminato quando ancora il Novara era in B e si giocava la Coppa Italia a Milano contro il Milan. Poi non si è fermato lì, il miracolo, è andato avanti con il suo campo sintetico, la sua rosa nutrita, giocatori pimpanti. Un mix di giovani di talento e di vecchi marpioni. La stessa cosa che Sensibile sta provando a fare a Genova, ma il risultati, per ora, non sono gli stessi.

T come trattative. Francamente, ora come ora, non ci si capisce più niente. Arrivano notizie contraddittorie e nessuno sa per certo chi sbarcherà a Bogliasco. Le certezze si contano sulla punta delle dita. Daniele Dessena e Salvatore Foti hanno già liberato i loro armadietti: il primo andrà in prestito con diritto di riscatto al Cagliari, il secondo si è accasato al Brescia.

Proprio la città lombarda è per ora l’epicentro di tutto: da lì arriva proprio Gaetano Berardi, difensore svizzero, così come il trequartista Juan Antonio, il cui contratto è in via di definizione. Nel frattempo è arrivato anche il tedeschino Mustafi. Tra i partenti c’è anche Pietro Accardi, conteso proprio tra il Brescia ed alcune altre formazioni di B. Tralasciamo qui il caso Palombo, che potrebbe concludersi in qualsiasi modo. Kozak della Lazio sembra proprio non arriverà: la società biancoazzurra lo ritiene incedibile. E poi tanti altri nomi (Gazzi, Larrondo, Juanito Gomez), tutte trattative fumose o complicate, semplici voci di corridoio ancora da verificare, che non si sa a quali esiti possano portare.