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Sampdoria 2011, abc: Obiang, Palombo e Qualità

Esultanza Palombo - Sampdoria Padova

O come Obiang. Pedro Mba Obiang Avomo, per l’esattezza. Giovanissimo spagnolo, classe 1992. Centrocampista molto fisico, grande corsa, ma con buoni spunti tecnici che promettono bene per il futuro. La Samp lo acquista nel 2008 dall’Atletico Madrid e lo schiera prima negli Allievi e poi nella Primavera. Poi Di Carlo lo nota, capisce che il talento c’è e lo aggrega alla prima squadra. Quest’anno ha già collezionato dodici presenze. E’ partito timido, ma Atzori prima e Iachini ora hanno avuto il coraggio di insistere. Scommessa azzeccata: nel centrocampo asfittico del Doria lui si è sempre comportato bene. E’ la cerniera in mezzo al terreno e, trovatosi molte volte a sostenere la squadra, ha sempre risposto presente. Eppure neanche qui c’è da sorridere, perchè le voci di mercato lo danno in partenza per altri lidi. Sarebbe una decisione francamente inspiegabile, un harakiri bello e buono. Ma, in questo 2011 paradossale, a Bogliasco nessuno si stupisce più di nulla.

P come Palombo, Angelo, il Capitano (con la c maiuscola), l’ultimo ad arrendersi, il primo ad iniziare la lotta. Tutti ricordiamo ancora le sue lacrime ed i suoi gesti di scusa, rivolti verso la Sud, il giorno della retrocessione. Ricorrendo ad un pizzico di retorica, si pensava, meglio si sperava, che il pianto del capitano potesse far germogliare una nuova pianta. Un arbusto forte, dalle salde radici e con la chioma protesa verso l’alto, capace di elevarsi in fretta e tornare subito nella serie che le compete. Usciamo dalle espressioni roboanti. Molti credevano che quel pianto scuotesse dalle fondamenta la squadra, che shockasse l’ambiente, costringendolo a reagire. Neanche per sogno.

Ed ora si è appannata anche la stella di Palombo. E’ stato sostituito più volte, non è più determinante come in passato, sembra piuttosto apatico. Le solite, maledette sirene di mercato lo danno ora alla Fiorentina, ora alla Juve, ora perfino al Milan. Per di più, le cifre che circolano parlano di un beneficio economico per la Sampdoria quasi irrisorio. Il giocatore vuole rimanere e certo non sarebbe una cattiva idea.

Q come qualità. Anzi poca qualità, perchè da più parti si imputa a questo fattore la responsabilità prima dello scarso rendimento blucerchiato. “Manca la qualità, l’estro, proprio là, in mezzo al campo!” si sente dire spesso. Certo non a torto. Non si può negare che manchi un certo non so che, un pizzico in più di qualcosa, capace di accendere la lampadina al momento giusto. Più che qualità, forse manca la fantasia. Perchè le compagini di B sono sì ben organizzate, corrono sì molto, ma non si può dire che eccellano in inventiva. Forse qualcuna ha un organico superiore a quello blucerchiato, ma parliamo di due, al massimo tre squadre.

Il resto non è granchè, ma se ci si attiene sempre e solo al “compitino” senza variare mai, senza tirare fuori dal cilindro il proverbiale coniglio, beh è anche naturale che le cose non girino per il verso giusto. Anche qui la parola al mercato di riparazione (sempre sperando che le sue siano promesse da gentiluomo e non da marinaio).