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Samp 2011, abc: Ultras, Vittoria e Zona playoff

Sampdoria tifosi

U come Ultras. Hanno sofferto in un anno orribile, non hanno abbandonato la squadra anche quando lo avrebbe fatto il più paziente dei tifosi, hanno pianto all’ultima partita in serie A. Dalla scooterata per la celabrazione della Champions a quella per scongiurare la Serie B. Hanno comunque deciso di sostenere ad oltranza la squadra, dimostrando ancora una volta che la calma è la virtù dei forti. Una parte della tifoseria ha infine ceduto, una volta soltanto, al ritorno della squadra dalla trasferta contro la Nocerina. Nessuna scusa, il gesto è stato stupido ed inqualificabile.

Quella notte hanno accolto i giocatori con uova e schiaffi, alcuni ultras ne hanno anche pagato le conseguenze dal punto di vista penale. I contestatori erano però solo un centinaio, piccolissima parte del grande popolo blucerchiato. Insomma niente di grave: la maggioranza dei supporter continua ad avere pazienza, anche di fronte ad una situazione irritante.

V come vittoria. O per essere patriottici e, riferendosi all’Inno di Mameli, “Dov’è la vittoria?”. Mettiamo il dito nella piaga, è necessario per capire cosa non funzioni nella Sampdoria di oggi. Dalle parti di Bogliasco non si vince più, i tre punti mancano ormai da mesi e la tensione sale. Basti pensare che l’ultimo successo, un 2-0 in casa contro il tutt’altro che impegnativo Crotone, data primo novembre 2011, tredicesima giornata di campionato. Sono passati già più di due mesi. In mezzo tanti pareggi, qualche sconfitta ed un cambio di allenatore. Il Doria da quella data ha raccolto la miseria di 5 punti, frutto di 5 sofferti pareggi. Alcune sfide erano in verità piuttosto impegnative, ma se, nell’ordine, Brescia, Vicenza, Bari, Modena, Reggina, Juve Stabia e Pescara hanno ottenuto punti contro i blucerchiati, un problema ci sarà. Ma questo è il passato, tra poco si ricomincia a parlare di calcio giocato. Lo spirito (e anche le qualità) dei nuovi acquisti potrebbero invertire la spiacevole tendenza.

Z come zona playoff. Siamo arrivati al termine del nostro viaggio nel 2011 sampdoriano e le concludiamo con due parole prese in prestito dall’inglese. Per i nostalgici la zona playoff è semplicemente quella bolgia infernale, fatta di speranze, delusioni e scaramanzie, che separano il purgatorio della serie cadetta dal paradiso calcistico della serie A. Chi arriva tra il terzo ed il sesto posto si trova a dover disputare un mini torneo, degli spareggi con andata e ritorno per determinare la terza formazione (dopo le prime due) che sarà promossa. La Sampdoria era partita ad inizio anno con in testa la promozione diretta. Pochi mesi dopo, con la classifica che piange, andrebbe bene anche accedere a quella benedetta zona e giocarsi poi il tutto per tutto in due partite. Non è quel che tifosi e la squadra speravano, ma, allo stato delle cose, è tutto quel che rimane. Non sarà facile, mancano ancora tanti punti e le avversarie sono agguerrite, ma è un obiettivo alla portata della squadra di Iachini. A maggio sapremo se la Sampdoria riuscirà, compiendo l’impresa, a riveder le stelle o se l’attende un altro triste e lungo viaggio tra quelli che la speranza l’hanno persa.