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Politica

Regione, Chiesa: “La mancata applicazione dell’esito referendario crea distacco tra gente e politica”

chiesa

Genova. Il consigliere Ezio Chiesa (Liguria Viva) ha illustrato stamane in consiglio regionale l’interrogazione, presentata a ottobre, relativa all’attuazione dell’esito referendario e la modifica della legge regionale che istituiva le autorità d’ambito.

Chiesa ha chiesto di sapere, quali provvedimenti la giunta regionale intende adottare al fine di garantire il rispetto dell’esito referendario e la tutela dei cittadini per quanto riguarda gli adempimenti che devono compiere le Ato presenti sul territorio regionale.

Nel giugno scorso i quattro quesiti referendari hanno visto una larga partecipazione popolare che ha portato alla vittoria del “si” le tematiche poste al giudizio degli elettori.

In particolare il secondo quesito dei referendum di giugno, ha stabilito l’eliminazione dalla tariffa della “remunerazione del capitale investito” per la quota parte relativa al tasso di remunerazione fissato nella misura del 7% del capitale investito e conseguente disapplicazione di tale remunerazione per l’articolazione tariffaria imposta all’utenza.

Questo tutt’oggi deve ancora avvenire nonostante la Corte Costituzionale, con sentenza numero 26 del 2011, ha dichiarato costituzionalmente ammissibili i quesiti referendari affermando che l’esito dell’abrogazione è direttamente applicabile per cui la disposizione come risultante dall’abrogazione referendaria è immediatamente operativa senza la necessità di alcun intervento legislativo.

Nei mesi scorsi la Conferenza dell’ATO della Provincia di Genova ha approvato un documento a larghissima maggioranza che sollecita il Ministero dell’Ambiente e la Commissione nazionale di vigilanza sulle risorse idriche ad attivarsi affinché siano assunti i necessari provvedimenti e comunque siano espressi orientamenti adeguati per attuare coerentemente gli esiti referendari.
L’assessore provinciale competente ha affermato che l’Ato chiede anche alla Regione e ai parlamentari liguri di impegnare il Governo ad assumere con sollecitudine i provvedimenti necessari.

L’assessore all’Ambiente Briano, nella risposta, ha rammentato come le problematiche emerse dopo il referendum richiedono un adeguato approfondimento, nel contempo le Regioni hanno sollecitato il Governo a individuare un nuovo metodo tariffario che risponda all’esito referendario.

La Regione Liguria intende, inoltre, definire un quadro normativo regionale che dovrà fare i conti anche con la prevista abolizione delle Provincie che svolgono ad oggi un ruolo determinante per quanto riguarda il servizio idrico.
Nella replica Chiesa ha auspicato che la nuova normativa regionale giunga al più presto in discussione nella Commissioni competente per poi approdare in Consiglio.

Compito che i consiglieri regionali sono chiamati ad assumere senza attendere l’intervento dell’Agenzia Nazionale per la Regolazione e la Vigilanza in Materia di Acqua, tra l’altro, non ancora operativa.

L’esito referendario in seguito alla firma apposta dal presidente della Repubblica doveva diventare subito operativo, sono ormai passati troppi mesi dalla prova referendaria e conseguentemente i cittadini aspettano l’adeguamento delle tariffe.

Purtroppo questo non è avvenuto, il voto degli elettori è stato disatteso, conseguentemente finisce per accentuarsi il distacco tra la gente e la politica.