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Provincia di Genova, il cardinale Bagnasco ne loda attenzione e servizio per il territorio

angelo bagnasco

Genova. Le prime parole sono per “la Provincia di Genova, che vive un momento molto particolare, e ha profuso grande attenzione e impegno pratico e operativo nel suo lungo servizio per il bene del territorio e per la cittadinanza, a partire dalla formazione, che in quanto sfida educativa è parte integrante anche della missione della Chiesa.”

Il cardinale arcivescovo Angelo Bagnasco ha iniziato così il suo intervento nel salone di Palazzo Doria Spinola nello scambio di auguri per il 2012 – non rituale, ma molto concreto e sentito sui temi sociali, del lavoro e dello sviluppo, della politica e delle istituzioni – con il presidente della Provincia Alessandro Repetto, davanti ai presidenti delle altre Province liguri (lo spezzino Marino
Fiasella, l’imperiese Luigi Sappa e il savonese Angelo Vaccarezza) al presidente del Consiglio Provinciale di Genova Alfonso Gioia, assessori, capigruppo, consiglieri e dipendenti dell’ente che quest’anno, fra i primissimi in Italia, affronterà la profonda e radicale trasformazione voluta dal decreto Monti.

Il presidente Repetto – che ha consegnato al cardinale Bagnasco un contributo di 5.000 euro “per le persone, il cui numero sta drammaticamente aumentando, in stato di maggior bisogno, nei confronti delle quali la diocesi è
costantemente impegnata” – ha detto “nel 2012 ritornerò alla mia vita di cittadino, perché con la fine del secondo mandato in Provincia termina anche il mio impegno nell’agone politico”.

Un anno che vedrà a Genova “anche la chiusura di fatto della Provincia democraticamente eletta e l’inizio di un percorso verso un ente di secondo livello, molto diverso rispetto al passato”. Quasi “un’abolizione, risultato di una campagna mediatica falsata da grande disinformazione che ha trasformato la Provincia in un ente inutile, la cui soppressione avrebbe risolto i problemi del costo della politica, mentre invece le stesse relazioni parlamentari indicano che a regime i risparmi complessivi nazionali di questa operazione non supereranno i sessanta milioni di euro e un consigliere provinciale costa un decimo di un
consigliere regionale”.

Nella Provincia di Genova, ha detto Alessandro Repetto che l’ha guidata per un decennio, “ci sono grandi professionalità e grande amore per il proprio territorio, anche quello più nascosto e più bisognoso di supporto e interventi”. E questa sostanziale “chiusura traumatica mette in uno stato di incertezza e
frustrazione il personale dell’ente, al quale auguro invece di saper conservare tutto l’orgoglio, la passione e l’amore per il proprio lavoro e il territorio anche in futuro.”

Un augurio condiviso dal cardinale Bagnasco: “auspico – ha detto – che la nuova situazione della Provincia non faccia venir meno la vicinanza delle istituzioni,
l’attenzione più diretta e immediata ai problemi del territorio che rappresenta un fondamento della buona politica e spero che il vostro bagaglio di competenze, esperienze, professionalità e la vostra attenzione restino costanti laddove queste funzioni si trasferiranno”.

L’aveva espresso già nel Te Deum di fine anno e il cardinale arcivescovo ha ribadito a Palazzo Doria Spinola il grande amore per la città, la provincia, la Liguria “una fiamma per tutti noi che alimenta un modo più fiducioso di guardare al futuro.” E nel futuro si deve riaffermare anche “l’importanza della dimensione politica nella vita sociale, perché la buona politica è una imprescindibile struttura portante della convivenza e deve tenere in mano le redini democratiche e della responsabilità delle dinamiche sociali perché non siano altri soggetti, come l’alta finanza, a determinare i destini delle culture, delle società, addirittura dei popoli.”

L’essenza della politica “va al di là di storture e limiti che fanno parte della condizione umana, ma non azzerano il valore intrinseco delle istituzioni per il bene comune.” Fiducia e speranza sono il messaggio per il 2012 “alimentando
anche l’operosità per affrontare con modi nuovi problemi nuovi, dell’economia e del lavoro, perché se non c’è lavoro non c’è sviluppo” inteso come “approccio culturale che sa rinnovarsi per mantenere il mondo dell’occupazione”.

La sfida, dice il cardinale “ è molto grave e non attanaglia solo il nostro paese, ma noi non ci rifutiamo di fronte al cambiamento” e per affrontare tutte le nuove possibilità servono “coesione e dialogo”. Alessandro Repetto ha ringraziato il cardinale “anche per l’impegno etico e su obiettivi di grande scenario al quale ha chiamato gli amministratori delle istituzioni e gli auguro che possa continuare il suo forte e prezioso contributo per questa città che vive
molti problemi sociali e anche stagnazione economica”.

Per il presidente della Provincia “anche per Fincantieri la coesione è la chiave fondamentale, per raggiungere obiettivi forse insperati” come “mettere da parte ogni posizione ideologica e partitica” lo è “per l’impegno al servizio di questo territorio”.