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Politica

Primarie Genova, gli scenari della sfida: affluenza incognita schiacciante

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Genova. A tre settimane dalle primarie cominciano a scaldarsi i motori di comitati e movimenti genovesi che sostengono i candidati che il 12 febbraio si contenderanno il posto per la corsa a palazzo per il centrosinistra.

I candidati, come risaputo, sono cinque: Vincenzi Marta, Burlando Angela, Doria Marco, Sassano Andrea, Pinotti Roberta, tanto per usare la dizione burocratica. A meno di sorprese, la lotta per la vittoria è intravista come una sfida a tre tra Vincenzi, Doria e Pinotti, in questo caso enumerati in rigoroso ordine come da sorteggio dell’UTA (ufficio tecnico amministrativo).

Più che l’attuale campagna elettorale, secondo molti addetti ai lavori a decidere il candidato sarà l’affluenza.

Nel 2007 Marta Vincenzi, candidata dell’Ulivo, vinse le primarie nel capoluogo ligure con il 60% delle preferenze, seguita da Stefano Zara, ex presidente di Assindustria Genova lanciato dal petroliere e presidente della Sampdoria Riccardo Garrone. Terzo l’intellettuale Edoardo Sanguineti sostenuto da Unione a sinistra, Prc e Pdci.

L’affluenza – 35.424 mila voti (validi 35.296, schede bianche 61, nulle 76 ed una scheda contestata) – era stata “alta, al di sopra delle aspettative”.

Oggi la situazione politica è completamente diversa e i numeri del 2007 secondo la nomenklatura del Pd sarebbero “difficili da raggiungere”; quello che è certo è che gli stessi dirigenti del partito di Bersani da qualche giorno hanno “disegnato” una tabella che stilerebbe la classifica finale delle primarie a seconda della quantità di elettori che si recheranno alle urne la seconda domenica di febbraio.

Sarebbero tre i livelli dei votanti, secondo il grafico: bassa affluenza (12/15 mila votanti) media (15/25) e alta (oltre 25 mila sostenitori).

Nel caso di bassa affluenza, secondo questa tabella, a trionfare sarebbe l’outsider Marco Doria che ha tra i suoi sponsor principali Don Gallo e la comunità del prete di strada. Doria potrebbe vincere proprio grazie al suo elettorato esterno al partito e pescare anche molti voti da simpatizzanti delle altre forze di sinistra, mentre le due “donne” sconterebbe la lontananza dell’elettorato proprio a causa dell’attuale situazione politico-economica.

Nel caso di affluenza “media” sarebbe l’attuale sindaco Marta Vincenzi a ottenere la candidatura per guadagnare il secondo mandato nelle elezioni di fine maggio. Secondo i calcoli, la sindaco riuscirebbe a piazzarsi prima proprio perché tra i tre candidati sarebbe quello con l’appeal più altro tra l’elettorato del partito democratico.

In ultima ipotesi con un’affluenza elevata, anche se inferiore a quella del 2007, sarebbe la senatrice Pinotti a vincere grazie alla sua campagna elettorale, mirata a convincere gli elettori non legati al partito a sostenere la sua corsa a Palazzo Tursi.

In ogni caso, qualunque sia il risultato delle primarie, i problemi per il Partito Democratico non si esauriranno con lo spoglio della notte del 12 febbraio. Se il risultato finale dovesse rispecchiare queste tre ipotesi, in caso di vittoria di Doria il Pd dovrebbe prima di tutto riprendersi dal risultato “fallimentare” interno delle primarie e poi fare quadrato intorno al candidato “meno allineato”, un po’ come successo a Milano con Pisapia.

Se a vincere fosse la sindaco Vincenzi il partito del segretario regionale Basso dovrebbe gestire l’uscita di scena della senatrice Pinotti, mentre in caso di successo di quest’ultima il Pd genovese dovrebbe lavorare perché tutto l’establishment della Vincenzi metabolizzi la sconfitta e decida di correre per la Pinotti. L’unico dato certo è che giorni di fuoco attendono il Partito Democratico cittadino.