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Economia

Piaggio Aero pronta ad abbandonare il progetto Villanova e ad emigrare fuori Liguria

Finale Ligure. Segnali di impazienza e messaggi di ultimatum stanno arrivando dai vertici della Piaggio Aero Industries: al management del colosso industriale non piacciono per niente le diverse velocità con cui procede la doppia operazione di trasferimento da Finale a Villanova. (nella foto la cerimonia della firma della prima pietra dello stabilimento nel ponente savonese)

Mentre il cantiere inguano progredisce a ritmo serrato, la trasformazione delle aree attualmente occupate dallo stabilimento è ancora in alto mare. La situazione ha indotto l’amministratore delegato Eligio Trombetta a rivedere la posizione, fino a ieri scontata, sull’importante processo di delocalizzazione. Ne parlerà nelle prossime ore con le istituzioni locali e regionali, mentre serpeggia già l’allarme tra le categorie economiche.
Intanto, il governatore regionale Claudio Burlando ha postato su Twitter: “Nuovo ponte sul Pora. Sono iniziati lavori decisivi per la viabilità del Finalese. Ora sotto col nuovo accordo Piaggio”. Una sollecitazione non troppo velata per imprimere un’accelerata al progetto urbanistico per le aree dismesse.

L’ultimo incontro in via Fieschi tra l’assessore Marylin Fusco e l’assessore comunale Umberto Luzi, con i responsabili della Gefim, sembrava aver puntellato alcuni aspetti del mega intervento da 220 mila metri cubi: campus scolastico, prime e seconde case, alberghi, negozi, parcheggi, molto verde pubblico, nuova viabilità.

Ma il Comune di Finale ha recepito l’intesa come una somma di linee guida ancora da vagliare. Per il Comune di Finale, la Regione non è ancora venuta incontro alla richiesta che (a fronte della realizzazione nell’area Piaggio a nord della ferrovia di un plesso scolastico per gli istituti superiori) proponeva in permuta volumi da destinarsi ad uso residenziale esistenti in altre aree, con una differenza, a favore del soggetto privato, di circa ottomila metri cubi. Dall’altra parte, in Regione, l’assenza del sindaco Flaminio Richeri e del suo vice durante l’incontro è stata giudicata come un segnale di rallentamento della pratica.

Sta di fatto che ora è proprio la percezione della dirigenza dell’industria aeronautica ad essere cambiata, tanto da far emergere un malcontento che ora rischia di far saltare l’intera operazione. Perché l’assetto dirigenziale della Piaggio non vede soluzioni sul fronte finalese, quando invece quello albenganese va avanti con celerità e secondo gli impegni economici intrapresi. Nonostante la “parola data” dalle istituzione sulla tempistica liscia dell’operazione nella sede storica del sito industriale.

Ora scatterà una girandola di incontri a tutti livelli. Perché la netta sensazione è che la Piaggio non intenda più porre fiducia alle promesse istituzionali e voglia dichiarare l’ultimatum vero e proprio: o si conclude il progetto di trasformazione delle aree finalesi oppure anche il cantiere villanovese si “sbaracca” da un giorno all’altro, terminando così, e brutalmente, gli investimenti nel ponente savonese. Non sono solo voci di corridoio: è già stata valutata l’eventualità di smontare e ricollocare le strutture sinora impiantate a Villanova dove, escluso cemento e fondazioni, è tutto ancora riutilizzabile.

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